Legittimo impedimento, sì alla Camera Bersani: «Berlusconi blocca l'Italia»

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Messaggio  blueandria il Mer Feb 03, 2010 8:11 pm

Legittimo impedimento, sì alla Camera
Bersani: «Berlusconi blocca l'Italia»
Il Pd: «Un trucco». La maggioranza: «Il governo può occuparsi dei problemi del Paese». L'Udc si astiene



MILANO - Una seduta infuocata, alla Camera. Tra accuse reciproche, urla e cartelloni. Alla fine, come era previsto, arriva il via libera al legittimo impedimento, che passa così all'esame del Senato. In un'aula quasi al completo - 595 i parlamentari presenti - a favore hanno votato 316 deputati, mentre i no sono stati 239 e 40 gli astenuti. L'Udc aveva annunciato l'astensione.

BAGARRE - Al momento del risultato finale, è scoppiata la bagarre con tanto di lancio di palline di carta tra i deputati della maggioranza e l'Italia dei valori. Quando il cartellone elettronico dei voti ha mostrato che il provvedimento è passato, dai banchi dei deputati dipietristi sono stati sventolati cartelli con su scritto: «Costituzione violata, giustizia calpestata», «leggina monouso», «casta di intoccabili».

IL TESTO - Il provvedimento stabilisce che il premier può ottenere il rinvio dell'udienza dei processi in cui è imputato, perché «legittimamente impedito» dalle sue attività di governo a comparire in tribunale. Ogni rinvio può estendersi fino a 6 mesi, per un totale di 18 mesi. È sufficiente che la presidenza del Consiglio attesti l'esistenza di questo impedimento, perché il giudice rinvii il processo ad altra udienza. Queste norme sono estese anche ai ministri. Pdl e Udc, i due partiti che l'hanno proposta, hanno detto che si tratta di una "legge ponte", - scade dopo 18 mesi dall'entrata in vigore - che serve a placare le tensioni tra presidente del Consiglio e magistratura nell'attesa che il Parlamento approvi una legge costituzionale sulle immunità. Per l'opposizione di centrosinistra si tratta dell'ennesima legge ad personam ed è incostituzionale, perché mette al riparo Berlusconi dai suoi processi violando la sentenza della Consulta sul "Lodo Alfano", secondo la quale la materia delle prerogative del presidente del Consiglio può essere affrontata soltanto con una legge costituzionale. La maggioranza conta di approvare in via definitiva questa legge al Senato entro un mese.

PD E IDV - In aula, Pier Luigi Bersani si scaglia duramente contro il provvedimento. «Cosa vuol dire discutere di salva processi e legge salva pentiti? E lodo Alfano uno e due? La gente capisce l'essenziale. Sono tutte cose complicate ma in comune hanno una cosa semplice: c'è di mezzo Berlusconi, un presidente del Consiglio che non vuole farsi giudicare, e tiene fermo, incagliato, su questo punto l'Italia» afferma il segretario del Pd. «È ora che prendiate atto che grande parte del Paese che governate non è disposta a chiamare riforme delle norme che cambiano le regole in corso d'opera, a processi in corso. Norme che non hanno astrattezza, se non in modo ipocrita, e che ignorano il principio di uguaglianza», ha aggiunto Bersani. «Il presidente del Consiglio, a questo punto della sua quindicennale carriera politica - ha sottolineato il leader del Pd rivolgendosi alla maggioranza -, potrebbe compiere un gesto di responsabilità, mettendo al primo posto l'Italia. Sentiremo la solita musica: 'Abbiamo il consenso, fateci governare...'. Ma chi vi ha impedito di governare?». Duro anche Antonio Di Pietro: «Una cosa è il legittimo impedimento perché ti sei rotto una gamba e sei in ospedale, un'altra è dire "faccio il ministro e il lavoro mi blocca". Prenditi un sabato mattina per andare in tribunale, invece di andare a sciare o andare con la Noemi di turno» è l'affondo del leader dell'Idv, che ha ribadito così il suo "no" al provvedimento. «Oggi è in corso un omicidio della legalità - spiega - Alcune persone hanno occupato le istituzioni e seguendo un modello piduista le stanno trasformando in loro dipendenze» ha aggiunto l'ex pm. «Solo in un Paese barbaro e dittatoriale si può immaginare che un presidente del Consiglio si faccia fare una legge apposita per non farsi processare».

PDL E LEGA - Diverso il parere dei partiti di maggioranza. «Il legittimo impedimento va inserito in una vicenda politica e storica più generale che si dipana da molti anni a questa parte - dichiara Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera. - Essa è cominciata negli anni settanta. È poi esplosa negli anni '92-'94 e non si è più smorzata, malgrado alcuni sforzi generosi. Questa questione si chiama uso politico della giustizia. Un settore della magistratura, un settore della sinistra, un settore dei media pensano di avere un'arma in più per liquidare l'avversario politico, nel nostro caso dal 1994 in poi Silvio Berlusconi, mai prima toccato da vicende giudiziarie significative. L'introduzione dell'istituto del legittimo impedimento - dice ancora Cicchitto - mira a superare il conflitto tra la tutela dell'organizzazione e dell'esercizio dell'attività del presidente del Consiglio e dei membri del Governo, - espressione, di una maggioranza legittimata dall'indicazione popolare attraverso il voto, - e l'attività giurisdizionale diretta ad accertare la responsabilità delle stesse cariche istituzionali per eventuali reati». «Il presidente del Consiglio è la più alta istituzione eletta dal popolo - afferma il capogruppo della Lega Nord, Roberto Cota. - Questa legge in un Paese normale sarebbe stata votata in cinque minuti, serve a garantire che il Governo possa occuparsi, nello svolgimento del suo mandato, dei problemi del Paese». Umberto Bossi invece commenta la decisione dell'Udc di astenersi: «Bisogna dare tempo ai peccatori di pentirsi e per vedere se il pentimento è vero» dice il ministro delle Riforme. Poi, rispondendo a una domanda sulla possibilità di altri accordi con i centristi prima delle regionali, il leader della Lega replica: «No, tanto abbiamo i voti per vincere».

ALFANO - In serata, tocca all ministro della Giustizia, Angelino Alfano, difendere il provvedimento dalle critiche dell’opposizione: «Sono convinto che il legittimo impedimento altro non sia che il diritto a governare da parte di chi ha vinto le elezioni - dichiara il ministro a Montecitorio - partendo non da un privilegio ma da un legittimo diritto a sottoporsi al processo senza che questo gli impedisca di governare». «È una strada - aggiunge Alfano - che consente di coniugare il diritto del cittadino presidente del Consiglio a difendersi nel processo con il dovere del Presidente del Consiglio ad adempiere al proprio mandato di governo che gli è stato conferito dal voto degli elettori».


ALFANO INCONTRA NAPOLITANO - In mattinata il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha ricevuto al Quirinale proprio Alfano. «Si è trattato di una conversazione sulle prospettive future della riforma, improntata come sempre a una chiara e leale collaborazione» ha detto a termine dell'incontro il Guardasigilli.

http://tifoandria.forumattivo.comtifoandria.forumattivo.comcorriere.it/politica/10_febbraio_03/legittimo-impedimento-voto-finale_ac524fbe-10ca-11df-ab8f-00144f02aabe.shtml
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Messaggio  maynard k33NAN il Mer Feb 03, 2010 8:56 pm

Che vergogna. Questi si rinviano i processi per poter governare tranquillamente. Ma non sarebbe meglio se non ne fossero immischiati proprio? Qualcuno potrebbe dirmi che la magistratura attacca e puntella le persone scomode. Secondo me la verità è che Berlusconi, se un giorno dovesse finire di fare il politico, farebbe meglio a fuggire da questo Paese, sennò gli danno l'ergastolo. Siamo nel 2010 e quest'uomo ci sta rovinando dal '94. Ma forse molti di voi non potranno capire visto che mediaticamente siete stati manipolati. Non dico che la sinistra sia meglio, questo sia ben chiaro, ma le leggi, i decreti, le idee che questo pseudo politico sta portando avanti, sono quanto di più antidemocratico possa esistere. Questo naturalmente agli Italiani non è concesso di sapere. Tutto è sempre e solo rigirato a suo favore in qualsiasi notiziario nazionale. Non dimentichiamoci che in Italia poi, ci sono una miriade di reti regionali che appartengono a personaggi di destra e che la libera informazione è qualcosa di raro. Se poi ci mettiamo una buona dose di reality show, ecco che le menti sono oscurate.
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Messaggio  blueandria il Mer Feb 03, 2010 9:51 pm

Ma forse non si è capito una cosa: nessuno sta dicendo che una carica dello stato può essere ribaltata dal popolo,qui il problema sta a monte! Una persona processata e/o in attesa di giudizio non può esercitare un ruolo pubblico-politico! Questo individuo (voglio essere cortese) da un sacco di anni si è creato le migliori fortune creando una rete televisiva privata dal nulla,con fondi di "ignota provenienza" e fregandosene delle leggi in materia di trasmissione televisiva,diventando ormai una rete che di privato ha ben poco...;aggiungiamoci tutti gli altri processi a suo carico che vanno avanti da una quindicina d'anni e traete le vostre conclusioni,questo è il nostro capo del governo! Come si diceva prima non ritengo che in Italia ci siano personaggi politici di sinistra che si sappiano (vogliano?) opporre a questo schifo,mentre invece in Europa gli altri vanno avanti,e noi rimaniamo fermi a guardare. Berlusconi,prima che politico, è un comune cittadino,la legge è uguale per tutti si legge nelle aule dei tribunali,ma mi pare che si tratti di un concetto puramente teorico!Specie per il paese dei balocchi che ci ritroviamo.
Scusate per i toni un po accesi ma questa situazione non l'ho mai digerita.
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Messaggio  andrisano il Gio Feb 04, 2010 10:00 am

berlusconi anomalia italiana
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Messaggio  bender il Gio Feb 04, 2010 11:19 am

visto che lo hanno eletto, il problema non è lui, al massimo gli italiani!
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Messaggio  FANS ANDRIA il Gio Feb 04, 2010 12:21 pm

bender ha scritto:visto che lo hanno eletto, il problema non è lui, al massimo gli italiani!

concordo pienamente, ci meritiamo quello che siamo!!!

Comunque non sentite le stronzate che dicono in tv e che la falsa sinistra non ha il coraggio di dire, Berlusconi è indagato almeno dal 1988..... molto prima che lui sia entrato in politica!!
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Messaggio  Fox il Gio Feb 04, 2010 12:46 pm

Forse confondete i poteri del Governo e del Presidente del Consiglio di un ordinamento democratico,quale si presume che sia la Repubblica Italiana,con quelli del Duce,per fare un esempio.
Pur essendo stato eletto dalla maggioranza degli italiani,mica Berlusconi ha lo ius vitae et necis(Diritto di vita e di morte)sui cittadini italiani!
Ma magari qualcuno pensa che sia proprio cosi...

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Messaggio  emik77 il Gio Feb 04, 2010 12:54 pm

rmancio75 ha scritto:
bender ha scritto:visto che lo hanno eletto, il problema non è lui, al massimo gli italiani!

concordo pienamente, ci meritiamo quello che siamo!!!

Comunque non sentite le stronzate che dicono in tv e che la falsa sinistra non ha il coraggio di dire, Berlusconi è indagato almeno dal 1988..... molto prima che lui sia entrato in politica!!
comunque sia ne sei orgoglioso?
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Messaggio  andrisano il Gio Feb 04, 2010 1:21 pm

bender ha scritto:visto che lo hanno eletto, il problema non è lui, al massimo gli italiani!

sono d'accordo, ma non dimentico che la legge porcata, attraverso la quale ha ottenuto nell'ultimo turno elettorale una maggioranza schiacciante, se l'è fatta lui per limitare i danni all'elezioni del 2006.
Inoltre aggiungerei il peso della potente macchina mediatica attraverso cui influenza gli italiani che di conseguenza lo votano!
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Messaggio  blueandria il Gio Feb 04, 2010 2:40 pm

Per completezza di informazione e a seguire l'argomento del post seguite anche questo articolo:

Lodo Alfano e legge sui pentiti
i paletti del Colle per la firma

di LIANA MILELLA

Giorgio Napolitano
Legittimo impedimento, sì alla Camera Bersani: «Berlusconi blocca l'Italia» 072511414-22b05ccb-d369-4e78-9440-6f19496e46af
ROMA - Vuole, e ottiene, "rassicurazioni certe e formali" che la legge di Valentino sui pentiti non diventerà mai neppure un oggetto di discussione. E sul legittimo impedimento fa sfumare le paure di una possibile bocciatura. Ma chiede che il testo resti quello che è, senza ulteriori forzature, e che presto la legge diventi un ponte effettivo verso una protezione costituzionale certa. Cinquanta minuti di colloquio, faccia faccia Napolitano e Alfano. Una partita che finisce pari. Il presidente incassa l'ufficiale e definitivo niet del governo sul ddl anti-Spatuzza e salva-Dell'Utri; il Guardasigilli guadagna il via libera per lo scudo temporaneo per il suo premier. Che naturalmente informa in tempo reale.

Quando Angelino Alfano sale al Quirinale sa già che l'agenda del presidente è piena di preoccupazioni sulla giustizia. E non solo: pure sui pentiti e sulla sorprendente legge di Valentino che li azzera, per la quale il capo dello Stato è in ansia da due giorni. Non basta: anche sul legittimo impedimento e sul suo sbocco futuro, visto che il provvedimento "ponte" ha un pilastro di partenza ma gli manca ancora quello di arrivo. Nell'elenco dei quesiti di Napolitano per il Guardasigilli c'è alla fine il capitolo sulle riforme, a cominciare dal Csm e dalla sua legge elettorale, per finire al destino delle carriere dei giudici.
Alfano è politico siciliano abile nei compromessi, nel gioco del do ut des, e con il presidente della Repubblica gioca una delicatissima partita per rassicurarlo completamente sui pentiti ("Presidente, non deve preoccuparsi, non se ne farà niente, non cambiamo l'articolo 192 del codice di procedura penale"), per garantirgli che il legittimo impedimento avrà "prestissimo" il suo piede d'appoggio naturale ("Già la prossima settimana presenteremo il nuovo lodo costituzionale al Senato"), per incassare a sua volta l'informale via libera del presidente proprio sulla legge che, negli stessi minuti, si sta discutendo alla Camera.
È da qui che bisogna partire se si vuole capire la soddisfazione del ministro della Giustizia quando torna a Montecitorio: parla con gli altri ministri (gli sta accanto Raffaele Fitto), fa progetti con il suo instancabile sottosegretario Giacomo Caliendo, pranza al ristorante con il vice presidente della Camera Maurizio Lupi, suo compagno di maratone. Alfano può spendere con i suoi la certezza che dal Quirinale non arriveranno brutte sorprese sul legittimo impedimento. La fine di un incubo.

Certo, Napolitano non ha magnificato questa legge. Le ombre sulla natura temporanea della norma, sull'impedimento che può arrivare fino a sei mesi, sull'autocertificazione emessa dalla medesima presidenza del Consiglio (in pratica il premier che si certifica da sé la validità dell'impegno), sulla ridotta libertà del giudice a decidere restano tutte. Ma non arrivano ad assumere la veste di un fumus di incostituzionalità. Al Quirinale hanno anche apprezzato quell'aggettivo, "attività "coessenziali" alle funzioni di governo", entrato nel testo grazie a una modifica Udc.

Due garanzie vengono chieste al ministro. Che non ci siano altri appesantimenti nel passaggio al Senato e che presto, "molto presto", la legge ponte approdi alla sua destinazione futura. Alfano dice che il nuovo lodo ormai è pronto. Si discuterà ancora nella maggioranza sulla prospettiva di affrontare la strada dell'immunità, ma al Senato lo scudo costituzionale comincerà il suo cammino. Cambiamenti di quei due articoli neppure a parlarne. Lo garantisce il ministro. In Transatlantico lo dice Niccolò Ghedini. "Modifiche? Ma no, ormai il testo va avanti così. Passerà al Senato come l'abbiamo approvato oggi". Perché sia chiaro a tutti, lo dichiara alle agenzie, "abbiamo raggiunto il massimo punto di sintesi", il relatore e segretario della consulta pdl per la giustizia Enrico Costa, che non fa un passo senza consultarsi con il suo capo Ghedini.
Berlusconi ha vinto la battaglia del legittimo impedimento. Gli consentirà di gestire in piena tranquillità la campagna elettorale. Alfano, a suo nome, al Quirinale prova anche a lasciare aperta la porta del processo breve, su cui invece i dubbi del Colle erano e permangono molto pesanti. Le preoccupazioni di Napolitano sarebbero assai minori se quella legge si avviasse a rimanere su un binario morto. Ma Berlusconi, che non si fida dei giudici, vuole comunque conservare un'arma di riserva. Su questo, però, Alfano ha preferito restare nel vago per non rovinare l'esito dell'incontro.

http://tifoandria.forumattivo.comtifoandria.forumattivo.comrepubblica.it/politica/2010/02/04/news/legittimo_impedimento_napolitano-2181785/
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Messaggio  FANS ANDRIA il Gio Feb 04, 2010 5:51 pm

emik77 ha scritto:
rmancio75 ha scritto:
bender ha scritto:visto che lo hanno eletto, il problema non è lui, al massimo gli italiani!

concordo pienamente, ci meritiamo quello che siamo!!!

Comunque non sentite le stronzate che dicono in tv e che la falsa sinistra non ha il coraggio di dire, Berlusconi è indagato almeno dal 1988..... molto prima che lui sia entrato in politica!!
comunque sia ne sei orgoglioso?


non c'è nulla di cui essere orgoglioso!
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Messaggio  bender il Gio Feb 04, 2010 6:25 pm

ma perchè rompete l balle?

la prossima volta che si vota fate anche voi campagna elettorale contro berlusconi!

è troppo facile stare a casa senza fare niente e poi lamentarsi!
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Messaggio  Vois il Gio Feb 04, 2010 6:41 pm

Ceno' lascici fare almeno quello....................Visto che con Gesu' Cristo non si puo fare prorio niente.......... Very Happy
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Messaggio  blueandria il Mer Apr 07, 2010 6:52 pm

Legittimo impedimento,
Napolitano promulga il ddl
Scudo processuale di 18 mesi per il presidente del Consiglio e per i ministri. Di Pietro:ora il referendum


Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano (Emblema)MILANO - Sul legittimo impedimento c'è la firma di Giorgio Napolitano. Il presidente della Repubblica ha infatti promulgato il disegno di legge che prevede lo scudo processuale di 18 mesi per il presidente del Consiglio e per i ministri. Il provvedimento, approvato in via definitiva dal Senato il 10 marzo scorso, entra in vigore con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. A quanto si apprende in ambienti del Quirinale, punto di riferimento del capo dello Stato è rimasto il riconoscimento - già contenuto nella sentenza della Corte costituzionale n. 24 del 2004 - dell'«apprezzabile interesse» ad assicurare «il sereno svolgimento di rilevanti funzioni» istituzionali, interesse «che può essere tutelato in armonia con i principi fondamentali di diritto». In questo quadro la legge approvata dalle Camere il 10 marzo scorso è - secondo le fonti del Colle - apparsa rivolta a «tipizzare» l'impedimento legittimo disciplinato dall'art. 420-ter del Codice di procedura penale, che la legge espressamente richiama, in un contesto di leale collaborazione istituzionale tra autorità politica e autorità giudiziaria.
IDV SUL PIEDE DI GUERRA - Contro il legittimo impedimento insorge Antonio Di Pietro. «Cosa fatta capo ha» ha detto a caldo il leader dell'Italia dei Valori. «Per quanto ci riguarda - ha annunciato l'ex pm - non perderemo neppure un momento a disquisire di chi sia la colpa e, soprattutto, a chi giovi questo provvedimento che riteniamo incostituzionale e immorale. Per questo, chiederemo direttamente ai cittadini, tramite referendum, come abbiamo fatto con il lodo Alfano, se sono d'accordo sul fatto che in uno stato di diritto, come riteniamo debba essere il nostro, si possa accettare che alcune persone non vengano sottoposte a processo come succede a tutti gli altri cittadini quando vengono accusati di aver commesso un reato». Il Pd esprime «pieno rispetto per la decisione del presidente Napolitano» ma, ha commentato Andrea Orlando in una nota, «restano inalterati tutti i motivi politici che ci hanno fatto dire no, in Parlamento e nel Paese, alla legge sul legittimo impedimento». «Si tratta di un provvedimento, l'ennesimo - ha sottolineato il responsabile giustizia del Pd - che prova come il governo e la maggioranza si muovano non nell`interesse degli italiani e delle istituzioni ma solo per difendere il premier dai processi». «È ufficiale. Per l'ennesima volta il governo e la maggioranza colpiscono a morte la giustizia italiana per consentire a Berlusconi di eludere i processi in cui è coinvolto» ha aggiunto il senatore del Pd Giuseppe Lumia. Per Orazio Licandro, della segreteria nazionale del Pdci - Federazione della sinistra, il legittimo impedimento «è un privilegio. La controfirma del Presidente della Repubblica non aggiunge e non toglie nulla a questo provvedimento, che rappresenta una brutta pagina di civiltà giuridica e politica per il nostro Paese» ha detto. Plaude invece il Pdl. «Il legittimo impedimento è un atto di giustizia e non di protervia politica» è stato il commento del ministro Gianfranco Rotondi. Per il portavoce del Pdl, Daniele Capezzone «Napolitano si conferma un garante ineccepibile. Chi sperava di usare l'arma giudiziaria come strumento improprio per ostacolare l'attività di un governo democraticamente scelto dagli italiani è rimasto ancora una volta deluso. Quanto a Di Pietro, è ormai un disperato politico - ha aggiunto Capezzone -: continua a solleticare gli istinti più aggressivi di una piccola minoranza di antiberlusconiani ossessionati, inchiodando la sinistra a posizioni indifendibili e strutturalmente minoritarie e marginali. Contenti loro...».
DUE ARTICOLI - Due gli articoli del provvedimento che consentirà «al presidente del Consiglio dei ministri e ai ministri il sereno svolgimento delle funzioni loro attribuite dalla Costituzione e dalla legge»: l’articolo 2 riguarda il carattere di "legge ponte", cioè l’applicazione della nuova norma «fino alla data di entrata in vigore della legge costituzionale» e fissa inoltre l’entrata in vigore della nuova norma sul legittimo impedimento al giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Il testo prevede che le attribuzioni previste dalla legge che disciplina l’attività di governo e della presidenza del Consiglio, dal regolamento interno del Consiglio dei ministri, le relative attività preparatorie e consequenziali, nonché di ogni attività comunque "coessenziale" alle funzioni di governo costituiscano legittimo impedimento per il premier a comparire alle udienze penali che lo vedono imputato (non a quelle in cui è parte offesa). Stesso trattamento vale per i ministri. Sarà Palazzo Chigi ad autocertificare l’impedimento. «Ove la presidenza del Consiglio dei ministri - recita il testo - attesti che l’impedimento è continuativo e correlato allo svolgimento delle funzioni di cui alla presente legge, il giudice rinvia il processo ad udienza successiva al periodo indicato. Ciascun rinvio non può essere superiore a sei mesi». Il corso della prescrizione rimane sospeso per l’intera durata del rinvio. La legge si applica anche «ai processi penali in corso in ogni fase, stato o grado, alla data della entrata in vigore della legge».
http://tifoandria.forumattivo.comtifoandria.forumattivo.comcorriere.it/politica/10_aprile_07/napolitano-legittimo-impedimento_f21f9c8a-4258-11df-a011-00144f02aabe.shtml
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Messaggio  emik77 il Gio Apr 08, 2010 10:01 am

ma ditemi che stiamo su scherzi a parte ....
Morfeo ma che cazzo fai......
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Messaggio  crisantemi17 il Gio Apr 08, 2010 4:33 pm

secondo me non ce tanto da sdegnarsi stupirsi e meravigliarsi,in fondo l'italia e la patria dei rinvii ,di processi che durano anni e anni, e scusatemi se vado contro corrente ma credo faccia bene berlusconi a ripararsi il c..o visto che ormai sono anni anni che li danno contro dappertutto, ora anche fini suo alleato li da contro,e poi da sempre siamo governati da papponi che pensano solo alla loro di panza............ma tutti quelli che odiavano prodi 2 anni fa e che non vedevano l'ora che fosse cacciato dove sono finiti?????????????????????????????????credo che la politica sia proprio questo,,,, non essere mai contenti di chi ci governa........
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