Creato un virus che può uccidere mezzo mondo

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Creato un virus che può uccidere mezzo mondo

Messaggio  In The Main il Mar Nov 29, 2011 8:12 pm

CREATO UN "SUPER VIRUS" PEGGIO DELL'ANTRACE: "PUÒ UCCIDERE MEZZO MONDO"

Martedì 29 Novembre 2011 - 19:22
ROMA - Un virus influenzale che avrebbe la capacità di provocare una pandemia in grado di uccidere metà della popolazione mondiale è stato realizzato da un laboratorio olandese, che ora sta premendo per poter pubblicare sulle riviste scientifiche la 'ricettà utilizzata. La notizia è stata pubblicata dal sito di Science. Il virus è una variante dell'H5N1, quello responsabile dell'influenza aviaria, con cinque modifiche genetiche che lo hanno fatto diventare altamente contagioso, come hanno dimostrato alcuni test sui furetti, che hanno un sistema respiratorio simile a quello umano: «Questo è probabilmente il virus più letale che si possa immaginare - spiega Ron Fouchier, il principale autore della ricerca, che comunque vuole pubblicare i risultati - ma studiarlo servirà a prevenire eventuali pandemie». Lo studio olandese ha raggiunto gli stessi risultati di un'altra ricerca, guidata da Yoshihiro Kawaoka dell'università del Wisconsin. Entrambe le ricerche sono state presentate a riviste, e sono ora allo studio del U.S. National Science Advisory Board for Biosecurity, un organismo statunitense che deve approvarne la pubblicazione, anche se molti esperti pensano che non sia opportuno rivelare la ricetta potenzialmente appetibile per i bioterroristi: «Non riesco a pensare ad un altro organismo patogeno che mi fa paura quanto questo - ha affermato Paul Keim, microbiologo del Board - persino l'antrace lo è di meno».

ESPERTO: MEGLIO NON PUBBLICARE Le ricerche che hanno portato allo sviluppo di un virus influenzale 'potenziato' sono 'sacrosante', ma la loro pubblicazione dovrebbe omettere i passaggi necessari per ottenere il microrganismo. È il parere di Giampiero Carosi, infettivologo dell'università di Brescia. «Questo tipo di ricerche va fatta, in modo tale da essere preparati in caso di pandemia - spiega l'esperto - ma dare le modalità di preparazione, come si fa di solito nel caso di pubblicazioni scientifiche, sarebbe pericoloso. Si può pubblicare la scoperta omettendo i dettagli sulla preparazione, che comunque non aggiungono molto ai fini scientifici. Il bioterrorismo esiste, e dobbiamo tenerne conto pur continuando con ricerche che potrebbero rivelarsi molto importanti, ad esempio per capire quali potrebbero essere i meccanismi di una possibile pandemia».

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