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Messaggio  blueandria il Sab Apr 24, 2010 2:56 pm

Tremiti, sì alle trivelle in mare
scoppia rivolta contro il ministero

La Regione: faremo sentire la nostra opposizione
La piattaforma di una società irlandese dovrebbe sorgere a 12 chilometri

di PIERO RICCI
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Dicono sia di pessima qualità: "È bituminoso, ha un alto grado di idrocarburi pesanti, è ricco di zolfo, non porterà nessun vantaggio economico ai cittadini. I danni ambientali, quelli sì, perché di fronte a coste bellissime sorgerebbero mostri di acciaio che spingono a riva bitume e catrame", dicono due senatori del Pd Roberto Della Seta e Francesco Ferrante. Allora perché proprio qui? "In altri Paesi del mondo si pagano dal 30% all'80% di royalties come ricompensa per i danni ambientali, qui solo il 30% e solo l'1% alla regione", è la spiegazione del presidente di Legambiente Puglia, Francesco Tarantini.

A fiutare l'affare è Petroceltic Elsa che ha ottenuto dal governo il permesso di trivellare. Il problema è che, ancora una volta, a farne le spese sarà un territorio ad alta densità turistica e pregio ambientale: le isole Tremiti. La piattaforma della società irlandese dovrebbe sorgere infatti a 12 chilometri dalle Tremiti e a 11 chilometri dalle coste del Gargano. Sul sondaggio della società irlandese c'è il parere positivo dell'ufficio Valutazione di Impatto Ambientale del ministero dell'Ambiente. "Sia chiaro: lo fanno contro il nostro parere", precisa subito l'assessore all'Ambiente della Regione Puglia, Michele Losappio. "A questo punto - aggiunge - è lecito aspettarsi che il governo farà altrettanto per le trivellazioni davanti alla foce del Fortore. Dopo l'analogo consenso per Monopoli - insiste Losappio - non si può ignorare che il governo nazionale intende esprimersi esattamente in direzione opposta rispetto alla giunta regionale ed al suo organo tecnico, l'ufficio Via Puglia".

In materia energetica giunta Vendola e governo Berlusconi sono agli antipodi. "Non è una novità", afferma l'assessore citando i casi recenti della nuova centrale Agip di Taranto, di quella Edipower a Brindisi, del rigassificatore di Brindisi. L'indice di Losappio è puntato contro "il governo con i suoi vari esponenti capeggiati dal ministro pugliese che ha avviato in questi due anni un sistematico "pressing" contro le scelte della Puglia". E chiama direttamente in causa esponenti del Pdl, a cominciare dal presidente della Provincia di Foggia, Antonio Pepe, "per difendere la propria terra da decisioni governative così dannose".

Che si stia formando un fronte bipartisan del no alle trivellazioni al largo delle Tremiti lo dimostra un'interrogazione presentata a Bruxelles alla Commissione europea da cinque europarlamentari del Pdl (Tatarella, Baldassarre, Matera, Patriciello e Silvestris", in cui elencano le loro perplessità.

"Ciò che mi sfugge - aggiunge il deputato del Pd, il foggiano Michele Bordo - è il vantaggio per le nostre comunità e per il nostro territorio quando è sufficiente la sola perforazione esplorativa a determinare lo sversamento in mare di metalli pesanti e agenti inquinanti assorbiti dagli organismi marini e, a cascata, dall'intera catena alimentare che si conclude sulle nostre tavole". Legambiente è pronta alla mobilitazione: "Non possiamo che opporci a quest'ennesimo scempio - promette Tarantini - e, come ci siamo battuti contro le piattaforme petrolifere nel Mar Grande a Taranto e al largo di Monopoli, assumiamo la stessa posizione per le trivelle alle Tremiti".

https://tifoandria.forumattivo.combari.repubblica.it/cronaca/2010/04/20/news/si_alle_trivelle_nelle_tremiti-3484436/



Ne vogliamo parlare?
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Messaggio  mimmmo il Sab Apr 24, 2010 4:16 pm

una sola cosa dire: morite politici corrotti!
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Messaggio  blueandria il Sab Apr 24, 2010 11:18 pm

Petrolio: grandi manovre nel mare Adriatico

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Si chiama Petroceltic, marca irlandese, e dovrà “sondare” le coste del Gargano alla ricerca dell’oro nero. Da diversi mesi, nonostante il silenzio pressoché totale dei media nazionali, l’Adriatico è finito sotto la lente d’ingrandimento del governo e di alcuni petrolieri. Dopo il “Via” ricevuto dal ministero dell’Ambiente (ma con il parere contrario della Regione Puglia), la Petroceltic Elsa ha ottenuto il parere favorevole a sondare il mare davanti al lago di Lesina, a 12 chilometri dalle isole Tremiti e undici dalla costa e in un’altra zona a 4,5 chilometri dall’arcipelago, paradiso dei sub di fama internazionale. Vendola annuncia ricorsi al Tar per bloccare le autorizzazioni.
La partita del petrolio, dunque, era quasi sicuramente parte del complicato gioco elettorale delle scorse regionali che ha visto l’ex governatore vincere nuovamente nell’unica Regione amministrata da un partito di estrema sinistra. Secondo due senatori del Partito democratico, Roberto Della Seta e Francesco Ferrante, che hanno monitorato il rilascio delle autorizzazioni in Italia nel settore della ricerca petrolifera, inoltre, «l’escalation impressionante che si è avuta negli ultimi anni con i governi Berlusconi, dal 2001 al 2006 e dal 2008 a oggi, non lascia presagire un esito diverso»: trivellazioni.
I dati confermerebbero le valutazioni fatte dai senatori del Pd. Secondo un monitoraggio realizzato dall’opposizione, infatti, sono ben 16 le attività autorizzate nei nostri mari per l’estrazione o la ricerca di petrolio e coinvolgono sette regioni (Puglia, Emilia Romagna, Marche, Sicilia, Sardegna, Abruzzo e Molise) in aree quasi sempre vicinissime a tratti costieri a vocazione turistica. A questi interventi già autorizzati vanno aggiunte altre dieci procedure di Via e tre verifiche di assoggettabilità a Via ancora in corso. Oltre a Eni, le compagnie petrolifere che strizzando l’occhio ai giacimenti custoditi sotto i nostri mari sono la Northern Petroleum, la Petroceltic e la Puma.
«Questa ricerca di oro nero sui fondali – spiegano Della Seta e Ferrante – non porterà nessun vantaggio agli italiani, perché oltre alle ricadute negative sul turismo e ai rischi ambientali, il petrolio del basso Adriatico è di cattiva qualità: è bituminoso, ha un alto grado di idrocarburi pesanti, è ricco di zolfo. Inoltre le attività di perforazione e produzione di petrolio dal fondo marino contribuiscono per il 2% all’inquinamento marino. A completare il quadro di questa ecatombe per i mari italiani – concludono – ci sono i fluidi e fanghi perforanti che sono usati per portare in superficie i detriti. Sono fanghi tossici e difficili da smaltire, contenenti tracce di cadmio, cromo, bario, arsenico, mercurio, piombo, zinco e rame che vengono poi ingeriti dai pesci che portiamo in tavola».

https://tifoandria.forumattivo.comtifoandria.forumattivo.comdirittodicritica.com/2010/04/24/petrolio-grandi-manovre-nelladriatico
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Messaggio  bender il Sab Apr 24, 2010 11:58 pm

E' colpa di Giorgino..... INDUBBIAMENTE!
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Messaggio  FANS ANDRIA il Dom Apr 25, 2010 10:16 am

bender ha scritto:E' colpa di Giorgino..... INDUBBIAMENTE!


qualcosa di più costruttivo, grazie!!! Ci aspettiamo da quelli del PDl del Sud la difesa del territorio visto che questo governo schiavo della Lega Nord e solo pro PADANIA, sfido qualcuno a dire il contrario!!!
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Messaggio  NEW BLU GENERATION il Dom Apr 25, 2010 3:13 pm

No, non possono rovinare quella zona bella, maledetti. Twisted Evil
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Messaggio  Massimein il Dom Apr 25, 2010 4:24 pm

Le Tremiti non si toccano, forse la cosa più bella che c'è in Puglia, ci vado spesso, le amo.
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Messaggio  andriese80 il Dom Apr 25, 2010 6:07 pm

IL PARTITO DELL'AMORE AMA SOLO IL NORD.

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Messaggio  Riccardo il Lun Apr 26, 2010 2:50 pm

Ma come si fa a rovinare una meravigliosa zona come quella ma un po di dignita e rimasta agli Italiani ? Tutti dovrebbero ostacolare questa mostruosita tutti intendo tutte le persone di qualsiasi orientamento politico perche qui ce in gioco la nostra salute . La nostra amata terra i nostri meravigliosi mari che tutti ci invidiano diventeranno uno schifo per non parlare dei frutti di mare che mangiamo crudi , la gente viene da ogni dove per mangiare queste prelibatezze , noi andriesi e baresi tutti andiamo pazzi per il crudo con quello scempio dovremmo farne a meno ! Spero che chi puo fermare questa catastrofe ci riesca !
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Messaggio  blueandria il Lun Apr 26, 2010 4:26 pm

Levata di scudi contro le trivelle: "Anche Termoli lotti con noi"
Mobilitazione alle isole Tremiti dopo l’ok della commissione ambiente a cercare il petrolio negli splendidi fondali dell’arcipelago. Il sindaco Calabrese: "prima di perforare dovranno passare sul mio cavadere". Domani consiglio straordinario anche con esponenti di Provincia e Regione Puglia. "Termoli? Non ho sentito ancora il sindaco, ma è opportuno che ci dia una mano: deve essere una battaglia comune".

Isole Tremiti. Ci saranno tutti domattina, martedì 27 aprile, a San Domino, la più verde delle isole Tremiti finite nel mirino della cronaca per una ipotesi – nient’affatto astratta – di trivellazioni finalizzate alla ricerca del petrolio. “Una vergogna”, “Uno scandalo”, la “morte della nostra economia: non lo consentiremo”: queste le reazioni a caldo di isolani, associazioni ambientaliste e anche amministratori sia comunali che della Regione Puglia. Così domattina, appunto, mobilitazione generale sull’isola con un consiglio provinciale straordinario, al quale parteciperanno anche sindaci dei Comuni interessati e l’assessore regionale all’Ambiente della Puglia. L’impegno: approvare un documento che esprima un dissenso unanime e chiedere alle Istituzioni di impedire, con ogni mezzo, di massacrare i fondali acquamarina delle tremiti in cerca di petrolio.


«Prima di mettersi a trivellare dovranno passare sul mio cadavere». Non usa mezzi termini Peppino Calabrese, sindaco dell’arcipelago pugliese, che «parlo proprio in quanto primo cittadino: la popolazione dell’isola è contraria a qualsiasi ipotesi di mettersi a cercare petrolio da queste parti. Noi viviamo di turismo, è il caso di ribadirlo affinché il ministro Stefania Prestigiacomo se ne ricordi». Sì, perché sarà lei doversi pronunciare in via definitiva circa la richiesta di effettuare trivellazioni della società irlandese Petroceltic International, convintissima che tra il Gargano e le Diomedee ci sia il petrolio. «Ma c’è soprattutto un universo marino di bellezza incomparabile, un parco naturale che va tutelato e una riserva marina, che per la nostra economia vale assai più di qualsiasi oro nero», aggiunge il sindaco del piccolo Comune, dove i residenti sono pochissimi ma i turisti e gli appassionati di sport subacquei non si contano, specie da qualche anno a questa parte, con il boom di vacanzieri che le bellissime isole hanno registrato.
Intanto, anche se la decisione del ministro Prestigiacomo deve ancora arrivare («e speriamo si sbrighi a dire no, se no qua finisce con una rivoluzione»), la Petrolcetic ha ottenuto il parere positivo a scavare un pozzo esplorativo da parte della commissione nazionale d’impatto ambientale.


La società, una delle più attive in Adriatico per la ricerca di petrolio, che sotto il Governo Berlusconi ha subito una decisa impennata, non sembra avere dubbi che lì sotto, proprio davanti al lago di Lesina e in uno specchio acqueo che si estende per circa 500 kilometri quadrati, distante solo 4 chilometri dalle Isole che sono riserva marina, si trovi una miniera di oro nero. La Petroceltic , forte del nulla osta della commissione per l’impatto ambientale, che ha ignorato i tesori naturalisti attigui all’area di trivellazioni quando ha deciso di concedere l’autorizzazione, può mettersi a scavare fino a 4 metri di profondità introducendo onde elastiche per valutare le reazioni del sottosuolo. «Uno scempio» secondo le associazioni ambientaliste.


Non solo. «Inaccettabile anche il modo attraverso il quale l’abbiamo scoperto» prosegue Peppino Calabrese «E cioè attraverso la stampa. Nessuno ci ha informato, nessun parere è stato chiesto agli enti coinvolti, il territorio è stato ignorato radicalmente». Quindi: «Proveremo a far cambiare idea al Ministero dell’Ambiente, in caso contrario scenderemo in campo con la forza». E non saranno gli unici a opporsi a quella che viene definita «scelta scellerata». Diversi infatti gli enti pugliesi coinvolti dalla battaglia, che minaccia di allargarsi a macchia d’olio e diventare “rumorosa”. Assenti invece, almeno per ora, i molisani. «Ho sentito Remo Di Giandomenico (autore di una richiesta di impegno al presidente nazionale dei Popolari Liberali il senatore Carlo Giovanardi affinchè intervenga in tempi celeri nei confronti del Ministro Prestigiacomo, ndr) che ha preso una posizione chiara in merito ed è d’accordo con noi – precisa Calabrese – mentre immagino che il nuovo sindaco, Di Brino, sia alle prese con gli impegni della fase iniziale. Non l’ho sentito, non ancora perlomeno. Ma ovviamente è opportuno e necessario che anche Termoli dica la propria, e che faccia la sua parte in questa alzata di scudi».


Intanto da San Domino è stata annunciata la presentazione di un ordine del giorno a tutela dell’ecosistema marino. Agguerrito, in questo caso, il Pd, che attraverso i parlamentari Roberto Della Seta e Francesco Ferrante ha monitorato il rilascio delle autorizzazioni in Italia nel settore della ricerca petrolifera evidenziando «L’escalation impressionante che si è avuta negli ultimi anni con i governi Berlusconi, dal 2001 al 2006 e dal 2008 a oggi» e puntando l’attenzione anche sul particolare che «Il petrolio del basso Adriatico è di cattiva qualità: è bituminoso, ha un alto grado di idrocarburi pesanti, è ricco di zolfo. Inoltre le attività di perforazione e produzione di petrolio dal fondo marino contribuiscono per il 2% all’inquinamento marino. A completare il quadro di questa ecatombe per i mari italiani ci sono i fluidi e fanghi perforanti che sono usati per portare in superficie i detriti. Sono fanghi tossici e difficili da smaltire, contenenti tracce di cadmio, cromo, bario, arsenico, mercurio, piombo, zinco e rame che vengono poi ingeriti dai pesci che portiamo in tavola».

https://tifoandria.forumattivo.comtifoandria.forumattivo.comprimonumero.it/attualita/primopiano/articolo.php?id=6668
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Messaggio  In The Main il Lun Giu 20, 2011 10:34 am

17.06.2011
Il Comune di Manfredonia fa ricorso al Tar contro le trivelle alle Tremiti

Anche il Comune di Manfredonia ‘vede nero’ il futuro del Gargano se non si contrasta l’azione di ciechi cercatori di petrolio.
Per questo motivo nella mattinata di oggi, venerdì 17 giugno 2011, il sindaco Angelo Riccardi e la Giunta Comunale hanno ratificato il ricorso al Tar per chiedere l’annullamento del decreto n.126 del 29 marzo 2011, con cui il Ministero dell’Ambiente ha autorizzato la ricerca di idrocarburi a tredici miglia dalle Isole Tremiti.
“Un atto delittuoso, che non solo va contro ogni regola del buonsenso, ma contravviene a trattati internazionali e a norme poste a tutela dell’ambiente e del paesaggio”, ha dichiarato il primo cittadino di Manfredonia, schieratosi da subito in prima linea in questa battaglia, che lo vede affiancato ai sindaci degli altri Comuni garganici.
Tutti insieme per dire no a questa insana aggressione al nostro territorio, che metterebbe in pericolo uno dei gioielli più preziosi dell’Adriatico.
Le isole Tremiti custodiscono un tesoro di storia e leggende, dove un’antica cultura s’intreccia con maestosi pini marittimi e scogliere mozzafiato a picco su un mare di cristallo.
Manfredonia, poi, ha un legame particolare con le isole Tremiti: secondo il mito, infatti, sia il centro sipontino sia l’arcipelago furono fondati da Diomede, l’eroe troiano che sulle sponde dell’Adriatico trovò fama e rispetto dopo lunghe peregrinazioni.
Per molto tempo, inoltre, Manfredonia costituì l’unico collegamento delle isole con la terraferma, con la storica motonave ‘Daunia’ che faceva spola tra i due porti almeno fino a vent’anni fa.
“Non ci lasceremo saccheggiare di tutto ciò. E per cosa, poi? Secondo le stime di alcuni esperti l’estrazione di petrolio nostrano riuscirebbe a frenare le importazioni per soli venti mesi. Venti mesi per compromettere un tesoro che migliaia di anni hanno plasmato per noi. E che noi vogliamo consegnare intatto ai nostri figli”, ha concluso il sindaco Riccardi.


Ufficio Stampa e Comunicazione - Città di Manfredonia
https://tifoandria.forumattivo.comtifoandria.forumattivo.comcomune.manfredonia.fg.it

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Trivelle alle Tremiti, il no degli ecologisti
Un documento per opporsi al ministero
La tavola rotonda è della «Rete delle associazioni»
Il 30 giugno previsto il concertone pro Diomedee


TREMITI — Ribadire il «no» non solo alle trivelle alle Isole Tremiti ma ad ogni forma di sfruttamento del Mare Adriatico, dagli impianti off shore, allo sversamento di liquami e altri prodotti inquinanti. È quanto deciso ieri alle Diomedee dove si è svolto l’incontro della «Rete delle associazioni» che hanno ribadito il parere negativo sul decreto con il quale il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, ha autorizzato le trivellazioni per la ricerca di idrocarburi a 26 km al largo.

Durante la manifestazione le associazioni hanno tracciato il documento «contro lo sfruttamento dell’Adriatico» che sarà poi sottoscritto da tutte le sigle ambientaliste della Puglia e del Molise. Le associazioni si sono date appuntamento al 30 giugno, quando alle Isole Tremiti si svolgerà il concerto di Lucio Dalla, Renato Zero, Francesco De Gregori e Gigi D’Alessio contro le trivelle: una giornata che, viste le prenotazioni, farà registrare il tutto esaurito.

Luca Pernice
20 giugno 2011
https://tifoandria.forumattivo.comcorrieredelmezzogiorno.corriere.it
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