NO ALLA TESSERA DEL TIFOSO

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Messaggio  dj_miki il Mer Ago 25, 2010 9:31 pm

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Messaggio  dj_miki il Gio Ago 26, 2010 1:25 pm

Trasferta di Roma: cadono le speranze

Alla fine si è svelato l'arcano: il Flaminio - lo stesso stadio che ospita il "Sei Nazioni" di rugby con migliaia di tifosi sugli spalti - per il calcio è off limits. Un pericolo pubblico per i boiardi che hanno legiferato nel merito. Poco importa se l'Atletico Roma conti su un centinaio scarso di appassionati. Nemmeno il Messaggero edizione romana riporta le cronache dell'Atletico ma tant'è: il Flaminio non è adeguato per accogliere mille tifosi di calcio.

Se non ci fosse la cosiddetta "tessera del tifoso" al Flaminio si giocherebbe a porte chiuse.
Una tristezza infinita e una domanda: come è stato possibile accettare in fase di iscrizione il Flaminio come stadio per le partite dell'Atletico Roma? Se vale questa regola vuol dire che TUTTE LE SQUADRE CHE GIOCHERANNO A ROMA AVRANNO LO STESSO TRATTAMENTO... salvo che il Sindaco Alemanno deliberi investimenti sul Flaminio nel corso del campionato e che nelle prossime trasferte consentite, con stadi a norma, sarà possibile acquistare tagliandi di altri settori anche per i non possessori di TDT.
Stessa sorte ci toccò a Lanciano (per veronesi e pescaresi agibile, per gli altri ciccia!) la passata stagione; la faccenda assume sempre più un carattere alquanto caricaturale, nonostante la presenza del questore Tagliente, tarantino, ideatore in fase embrionale (poi snaturata!) della cosiddetta "tessera del tifoso" cui nome è stato alla ribalta per mesi per il rapporto di dialogo aperto con la tifoseria di Firenze.

Siamo solo alla vigilia di una stagione che verrà segnata dal caos. La logica, oramai, è andata a farsi benedire. Tutti i provvedimenti presi (autorizzazioni striscioni, divieto dei tamburi, megafoni e, per finire, "TDT") avevano come scopo non dichiarato debellare le frange di tifo organizzato. A distanza di mesi gli abbonamenti sono crollati, i tifosi (tutti!) sono sempre più vessati, alcuni gruppi ultras si sono sciolti mentre altri proseguono una battaglia "anti-stato" che, nelle prossime settimane, con l'avvento della massima serie, segnerà davvero uno spartiacque.
L'antipasto si è avuto con la Supercoppa italiana. Maroni e i suoi sgherri del Ministero degli Internati non possono più tornare indietro, anche se volessero. Il meccanismo innescato è una bomba ad orologeria pronta ad esplodere. La propaganda fa quel che può e i media legati al carrozzone governativo insistono imperterriti nel magnificare i benefici della "TDT" ma chi allo stadio ci mette piede sa di una realtà ormai sfuggita di mano: per Roma - Cesena si richiedono più poliziotti negli stadi mentre Nocerina - Cavese si gioca a porte chiuse. Nonostante 800 sottoscrittori della cosiddetta "TDT".

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Messaggio  crisantemi17 il Gio Ago 26, 2010 4:06 pm

dj_miki ha scritto:Trasferta di Roma: cadono le speranze

Alla fine si è svelato l'arcano: il Flaminio - lo stesso stadio che ospita il "Sei Nazioni" di rugby con migliaia di tifosi sugli spalti - per il calcio è off limits. Un pericolo pubblico per i boiardi che hanno legiferato nel merito. Poco importa se l'Atletico Roma conti su un centinaio scarso di appassionati. Nemmeno il Messaggero edizione romana riporta le cronache dell'Atletico ma tant'è: il Flaminio non è adeguato per accogliere mille tifosi di calcio.

Se non ci fosse la cosiddetta "tessera del tifoso" al Flaminio si giocherebbe a porte chiuse.
Una tristezza infinita e una domanda: come è stato possibile accettare in fase di iscrizione il Flaminio come stadio per le partite dell'Atletico Roma? Se vale questa regola vuol dire che TUTTE LE SQUADRE CHE GIOCHERANNO A ROMA AVRANNO LO STESSO TRATTAMENTO... salvo che il Sindaco Alemanno deliberi investimenti sul Flaminio nel corso del campionato e che nelle prossime trasferte consentite, con stadi a norma, sarà possibile acquistare tagliandi di altri settori anche per i non possessori di TDT.
Stessa sorte ci toccò a Lanciano (per veronesi e pescaresi agibile, per gli altri ciccia!) la passata stagione; la faccenda assume sempre più un carattere alquanto caricaturale, nonostante la presenza del questore Tagliente, tarantino, ideatore in fase embrionale (poi snaturata!) della cosiddetta "tessera del tifoso" cui nome è stato alla ribalta per mesi per il rapporto di dialogo aperto con la tifoseria di Firenze.

Siamo solo alla vigilia di una stagione che verrà segnata dal caos. La logica, oramai, è andata a farsi benedire. Tutti i provvedimenti presi (autorizzazioni striscioni, divieto dei tamburi, megafoni e, per finire, "TDT") avevano come scopo non dichiarato debellare le frange di tifo organizzato. A distanza di mesi gli abbonamenti sono crollati, i tifosi (tutti!) sono sempre più vessati, alcuni gruppi ultras si sono sciolti mentre altri proseguono una battaglia "anti-stato" che, nelle prossime settimane, con l'avvento della massima serie, segnerà davvero uno spartiacque.
L'antipasto si è avuto con la Supercoppa italiana. Maroni e i suoi sgherri del Ministero degli Internati non possono più tornare indietro, anche se volessero. Il meccanismo innescato è una bomba ad orologeria pronta ad esplodere. La propaganda fa quel che può e i media legati al carrozzone governativo insistono imperterriti nel magnificare i benefici della "TDT" ma chi allo stadio ci mette piede sa di una realtà ormai sfuggita di mano: per Roma - Cesena si richiedono più poliziotti negli stadi mentre Nocerina - Cavese si gioca a porte chiuse. Nonostante 800 sottoscrittori della cosiddetta "TDT".

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Messaggio  blueandria il Ven Ago 27, 2010 2:07 pm

Arrivano ispettori a Bergamo
Inviati dal ministero dell'Interno


ROMA - Ad oggi sono state presentate 522.379 richieste della Tessera del Tifoso (di cui 456.379 per la Serie A, 34.000 per la Serie B e 32.000 per la Lega Pro). Le società sportive hanno emesso un numero di Tessere inferiore, pari complessivamente a 378.455 (343.567 per la Serie A, 6.580 per la Serie B e 28.308 per la Lega Pro). Lo comunica l'Osservatorio sulle manifestazioni sportive che rileva come "il ritardo nel rilascio di migliaia di Tessere regolari da parte di alcune società sportive è imputabile esclusivamente alle società stesse, avendo il Dipartimento della Pubblica Sicurezza dato sollecitamente corso a tutte le verifiche di sua competenza". "Questo ingiustificabile ritardo - conclude l'Osservatorio - rischia di ledere il diritto di molti cittadini ad accedere allo stadio".

Secondo l'Osservatorio le richieste per la Tessera del Tifoso sono state superiori alle attese, "soprattutto - si rileva - se si considerano i numerosi tentativi di boicottaggio della Tessera stessa attraverso false rappresentazioni della realtà quando non addirittura con intimidazioni e minacce e con inqualificabili atti di violenza delinquenziale che nulla hanno a che vedere con il mondo dello sport". Anche per questo l'Osservatorio giudica gravi i ritardi nel rilascio della tessera da parte delle società sportive. "Le cause che hanno determinato questa situazione e le iniziative che le società sportive dovranno adottare per rimuoverlo - prosegue l'Osservatorio - saranno oggetto di opportune valutazioni e determinazioni da parte del Comitato di Analisi Manifestazioni Sportive già la prossima settimana". Nel frattempo, per ridurre i disagi degli aventi diritto, il Dipartimento di Pubblica sicurezza del Ministero dell'Interno va avanti con il piano d'emergenza adottato in via d'urgenza per la tutela dei tifosi penalizzati.

ARRIVANO ISPETTORI A BERGAMO, PRIME DENUNCE - Il ministero dell'Interno ha inviato a Bergamo gli ispettori della Direzione centrale della polizia di prevenzione per indagare insieme agli agenti della questura sull'assalto degli ultras atalantini alla festa della Lega Nord di Alzano Lombardo (Bergamo). La polizia sta lavorando per identificare il maggior numero possibile dei responsabili della manifestazione, organizzata contro il ministro Roberto Maroni - presente sul palco insieme ai ministri Tremonti e Calderoli - per protestare contro la tessera del tifoso.

Gli agenti stanno visionando le immagini degli scontri di mercoledì sera e nelle scorse ore sono state effettuate numerose perquisizioni a casa di altrettanti ultras. Numerosi partecipanti alla manifestazione sono stati identificati subito dopo gli scontri: a loro carico, secondo fonti vicine alle forze dell'ordine, sono già partite alcune denunce per adunata sediziosa, anche se non ci sono finora conferme dalla questura, che intende mantenere il più stretto riserbo sulle indagini. Al momento non ci sarebbe invece alcuna persona denunciata per il lancio dei petardi e delle bombe carta.

A settembre decreto contro violenza stadi - All'inizio del mese di settembre sarà varato un decreto legge che affronta alcuni dei nodi ancora problematici sulla questione violenza e stadi. Lo ricorda il sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano il quale rileva, come il provvedimento "andrà avanti su una strada che ha portato dei risultati importanti, che ha tolto la polizia dagli stadi e ha ridotto il numero di incidenti, ma che vuole ulteriormente incrementare l'isolamento dei violenti". "Io mi auguro che, anche in relazione a quanto accaduto ieri sera, la cui gravità si commenta da se, sul provvedimento ci sia il massimo della compattezza tra tutti i soggetti interessati". "La misura dell'arresto in flagranza differita ha dato buoni frutti contro la violenza negli stadi. Era un provvedimento a tempo, introdotto dal ministro Pisanu, che è scaduto il 30 giugno. Il decreto, che il ministro dell'Interno presenterà a settembre al Consiglio dei ministri, la riproporrà". Ad annunciarlo è il sottosegretario all'Interno, Alfredo Mantovano. "Le videocamere presenti ormai in tutti gli stadi - dice Mantovano - permettono di visualizzare le riprese degli incidenti e di identificare i violenti per poi procedere all'arresto. Ma tutto ciò richiede tempo, dunque, è indispensabile prevedere la flagranza differita per ufficialproseguire nell'obiettivo di isolare i violenti ed evitare gli incidenti". Il decreto, che il Viminale si appresta a mettere a punto, conterrà anche novità per gli steward. "Questa figura che ha sostituito la polizia negli stadi - dice Mantovano - ha bisogno di un'analoga tutela giuridica". Si profila, ad esempio, che possano essere qualificati, all'interno dello stadio, come pubblici ufficiali. In più, aggiunge il sottosegretario all'Interno, "il provvedimento potrebbe prendere in considerazione alcune misure anti violenza ipotizzate recentemente dal pool 'reati da stadio' della procura di Napoli". A luglio il procuratore aggiunto di Napoli, Giovanni Melillo, aveva, infatti, avanzato la proposta di applicare il Daspo anche a quanti, pur non essendo stati protagonisti diretti di comportamenti violenti negli stadi, abbiano riportato condanne, anche non definitive per gravi delitti: rapina, estorsione, traffico di stupefacenti e, in generale, reati di criminalità organizzata. Per Melillo, inoltre, il Daspo deve essere applicato con rigore: "oggi accade - aveva sottolineato - che soggetti diffidati possono mancare, anche per interi campionati, di adempiere l'obbligo di firma loro imposto in contemporanea allo svolgimento delle partite, senza che sia possibile adottare alcun provvedimento cautelare". Il procuratore aveva affermato anche: "gli ultrà non sono automaticamente criminali, mentre è vero che molti criminali sono anche tifosi ultrà" e che per rimuovere questa situazione "non c'é altro da fare che allontanare i soggetti pericolosi dallo stadio, isolando i nuclei violenti organizzati".

MARONI: SI SCORDINO LO STADIO PER TANTO - ''Chi ha determinato quanto accaduto puo' scordarsi di entrare negli stadi per molto tempo. Saranno colpiti duramente: cosi' ha detto il ministro dell'Interno Roberto Maroni lasciando la Berghem fest, dove ieri sera supporter dell'Atalanta volevano entrare per protestare contro la tessera del tifoso, con il risultato di quattro auto bruciate e un agente ferito.

L'atto degli ultras atalantini e' stata ''una sorpresa negativa - ha sottolineato Maroni - perche' avevo dato la disponibilita' a incontrarli per capire quali fossero le questioni che volevano porre. Evidentemente non c'era la volonta' di discutere ma solo di dare un po' di casino''.

Il ministro dell'Interno ha poi aggiunto: ''prendo atto che e' avvenuto cio' che e' avvenuto che conferma la mia convinzione che ci sono i tifosi e ci sono i violenti''. ''Nei confronti dei violenti - secondo Maroni - non c'e' possibilita' di mediazione: devono essere fermati ed e' cio' che continueremo a fare''.

Il ministro ha rilevato che "la tessera del tifoso e' uno strumento utile''.

E per quanto riguarda gli incidenti di questa sera ha aggiunto che ''noi abbiamo fatto tutto quello che dovevamo fare''. ''Quello che e' avvenuto fuori - ha sottolineato - e' stato molto grave. Non e' mai giustificabile''.

Maroni e' sicuro che ''saranno presi dei provvedimenti severi nei confronti di chi ha fatto questi atti di violenza salvaguardando i tifosi veri che domenica potranno seguire l'Atalanta e colpendo duramente chi non e' un tifoso ma violento''. ''E' chiaro - ha concluso - che chi ha determinato questi gravi episodi di violenza si puo' scordare di entrare negli stadi per molto tempo: saranno identificati e saranno colpiti e puniti duramente come merita chi commette atti di violenza come quelli di stasera che non sono accettabili''.

ATALANTA CONDANNA PROTESTA ULTRA' AD ALZANO - L'Atalanta si dissocia dalla violenta protesta di 500 tifosi bergamaschi, contrari alla tessera del tifoso che, ieri sera Ad Alzano Lombardo, hanno fatto irruzione alla Berghem Fest dando alle fiamme quattro auto e ferito un poliziotto. "L'Atalanta BC - si legge sul sito della società nerazzurra - prende fermamente le distanze da quanto accaduto ieri sera ad Alzano Lombardo, condanna con decisione ogni episodio e forma di violenza ed auspica che situazioni di questo genere, che nulla hanno a che vedere con il calcio giocato, non si debbano più ripetere".

ATTACCO ULTRAS A MARONI, DIGOS AL LAVORO - Gli agenti della Digos di Bergamo sono al lavoro per identificare i responsabili che ieri sera hanno organizzato l'attacco al ministro dell'Interno Roberto Maroni durante un dibattito alla festa della Lega Nord di Alzano Lombardo (Bergamo).

Circa 500 ultras dell'Atalanta hanno manifestato contro la tessera del tifoso introdotta dal ministro leghista, lanciando fumogeni, petardi e bombe carta all'indirizzo del palco sul quale insieme a Maroni, c'erano anche il ministro dell'Economia Giulio Tremonti e quello della Semplificazione Roberto Calderoli. Gli scontri tra i manifestanti e le forze dell'ordine sono proseguiti anche lungo le strade adiacenti ai capannoni della festa, dove sono state date alle fiamme cinque automobili, tra cui una pattuglia dei carabinieri e una della polizia locale. Un ispettore della Digos e' rimasto ferito a una gamba ed e' stato dimesso con 15 giorni di prognosi. Altri due agenti della polizia locale sono rimasti leggermente intossicati dal fumo delle auto bruciate. Nella notte, il questore di Bergamo Matteo Turillo ha parlato di un vero e proprio ''attacco dei tifosi alle forze dell'ordine''. Sul fronte delle indagini, la polizia sta lavorando per identificare i responsabili dei tafferugli, alcuni dei quali sarebbero gia' noti alle forze dell'ordine. Al momento pero' non sarebbe stato preso ancora alcun provvedimento.

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Messaggio  blueandria il Ven Ago 27, 2010 2:11 pm

Gli Atalantini erano per caso allo stadio ieri? NO! E allora perchè beccarsi il daspo???
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Messaggio  bender il Sab Ago 28, 2010 1:01 am

blueandria ha scritto:Gli Atalantini erano per caso allo stadio ieri? NO! E allora perchè beccarsi il daspo???

giustissimo!
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Messaggio  bender il Sab Ago 28, 2010 1:04 am

blueandria ha scritto:"il ritardo nel rilascio di migliaia di Tessere regolari da parte di alcune società sportive è imputabile esclusivamente alle società stesse, avendo il Dipartimento della Pubblica Sicurezza dato sollecitamente corso a tutte le verifiche di sua competenza". "Questo ingiustificabile ritardo - conclude l'Osservatorio - rischia di ledere il diritto di molti cittadini ad accedere allo stadio".

invece obbligare chi si vuole abbonare a fare la tessera del tifoso è regolare e rispetta tutte le guarentigie costituzionali?
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Messaggio  forzaandria il Sab Ago 28, 2010 3:02 pm

circa 50 tifosi tarantini fuori al flaminio....nonostante la rivalità,ONORE A LORO!!!
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Messaggio  Cento% il Sab Ago 28, 2010 4:52 pm

Sto ascoltando in una tv locale che 50 tifosi del Modena presenti ad Ascoli, sprovvisti della tessera del tifoso, sono entrati nella gradinata mischiati ai tifosi ascolani .. dopo pochi minuti sono iniziati dei scontri e gli hanno dovuti spostare nel settore ospite. Cosi facendo, in tanto hanno gia creato un precedente , e poi e' la dimostrazione che ha solo peggiorato la situazione questa tessera Mad Mad
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Messaggio  dj_miki il Sab Ago 28, 2010 5:18 pm

AGGIORNAMENTO TESSERA DEL TIFOSO...ASCOLI MODENA 60 ULTRAS DEL MODENA IN GARDINATA SENZA TESSERA SCONTRI CON ULTRAS ASCOLANI IN GARDINATA E FATTI SPOSTARE DOPO L ARRIVO DELLA CELERE NEL SETTORE OSPITI QUINDI LEGGE MARONI GIA' MANDATA A FARE IN C**O..LIBERTA' PER GLI ULTRA' NO ALLA TESSERA.

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Messaggio  emik77 il Sab Ago 28, 2010 5:23 pm

forzaandria ha scritto:circa 50 tifosi tarantini fuori al flaminio....nonostante la rivalità,ONORE A LORO!!!
scusa ma con chi ??? coni tifosi dell'atletico roma?
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Messaggio  bender il Sab Ago 28, 2010 5:23 pm

Allora non avete capito niente!

E' tutto fatto apposta!

Ora i protagonisti degli scontri beccheranno la diffida e così li mettono fuori dagli stadi per qualche anno.....
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Messaggio  forzaandria il Sab Ago 28, 2010 5:33 pm

emik77 ha scritto:
forzaandria ha scritto:circa 50 tifosi tarantini fuori al flaminio....nonostante la rivalità,ONORE A LORO!!!
scusa ma con chi ??? coni tifosi dell'atletico roma?

xkè nn possono stare da soli??? Very Happy soffrono la solitudine??? Very Happy
cmq penso ke tu nn abbia capito xkè nn sai ke atletico roma - taranto si è giocata oggi pomeriggio e ha vinto l'a.roma 1-0
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Messaggio  salinar il Sab Ago 28, 2010 5:41 pm

bender ha scritto:Allora non avete capito niente!

E' tutto fatto apposta!

Ora i protagonisti degli scontri beccheranno la diffida e così li mettono fuori dagli stadi per qualche anno.....


purtroppo sara' cosi'
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Messaggio  LeoneRampante il Sab Ago 28, 2010 6:51 pm

Cento% ha scritto:Sto ascoltando in una tv locale che 50 tifosi del Modena presenti ad Ascoli, sprovvisti della tessera del tifoso, sono entrati nella gradinata mischiati ai tifosi ascolani .. dopo pochi minuti sono iniziati dei scontri e gli hanno dovuti spostare nel settore ospite.

Sta cosa è da ridere Very Happy

Andare in trasferta senza carta di credito al seguito non ha prezzo!
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Messaggio  emik77 il Sab Ago 28, 2010 7:59 pm

forzaandria ha scritto:
emik77 ha scritto:
forzaandria ha scritto:circa 50 tifosi tarantini fuori al flaminio....nonostante la rivalità,ONORE A LORO!!!
scusa ma con chi ??? coni tifosi dell'atletico roma?

xkè nn possono stare da soli??? Very Happy soffrono la solitudine??? Very Happy
cmq penso ke tu nn abbia capito xkè nn sai ke atletico roma - taranto si è giocata oggi pomeriggio e ha vinto l'a.roma 1-0
sinceramente non ho capito"nonostante la rivalita'" a chi e' riferito...
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Messaggio  TifoAndria il Sab Ago 28, 2010 11:47 pm

Ho seguito in tv la partita udinese-genoa e da quello che avevano detto sarebbe stato vietato ai tifosi di andare in trasferta senza la tessera.
Siccome la tifoseria rossoblu ha deciso (cosi come per la maggior parte delle tifoserie) di non tessersi mi chiedo come s'è resa possibile la presenza massiccia dei genoani (circa 2000)!!???

Semplice: I genoani si sono comprati i biglietti di tribuna e sono stati a stretto contatto con la tifoseria di casa composta da famigliole e bambini tanto cari ai nostri dirigenti.

La cosa grottesca e' che c'era li' di fianco il settore ospiti completamente vuoto


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Messaggio  forzaandria il Dom Ago 29, 2010 10:58 am

emik77 ha scritto:
forzaandria ha scritto:
emik77 ha scritto:
forzaandria ha scritto:circa 50 tifosi tarantini fuori al flaminio....nonostante la rivalità,ONORE A LORO!!!
scusa ma con chi ??? coni tifosi dell'atletico roma?

xkè nn possono stare da soli??? Very Happy soffrono la solitudine??? Very Happy
cmq penso ke tu nn abbia capito xkè nn sai ke atletico roma - taranto si è giocata oggi pomeriggio e ha vinto l'a.roma 1-0
sinceramente non ho capito"nonostante la rivalita'" a chi e' riferito...

la nostra con i tarantini
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Messaggio  In The Main il Dom Ago 29, 2010 3:54 pm

Tessera all'italiana
15:33 del 29 agosto
Il primo atto della rivoluzione è andato in scena all'italiana. Da qualche parte è filato tutto per il verso giusto, altrove ci si è dovuti arrangiare, fare qualche strappo alla regola, trovarsi di fronte a fatti compiuti o mettere in pratica cose non contemplate dalla teoria. Benvenuti, volenti o nolenti, nell'era della tessera del tifoso. Racconto del giorno uno dell'anno zero: due partite di serie A, otto di B e una di Lega Pro. Il giro d'orizzonte degli undici campi travolti dall'avvento del cambiamento recita un po' di tutto. Stadi con due settori ospiti, uno per i «tesserati» e l'altro per i non, striscioni di protesta, cori contro il ministro Maroni, traslochi improvvisati e, soprattutto, tanti semplici tifosi con le idee ancora confuse. Comunque, alla fine della fiera, il primo giorno è trascorso senza particolari danni. 589.479 tessere richieste, 397.949 già rilasciate: 300 hanno varcato i cancelli del Flaminio, accessibile solo per i «tesserati», per Atletico Roma-Taranto. Prima partita, primo problema (prontamente risolto) per cinque tifosi ospiti: la mancanza del codice a barre nella ricevuta di richiesta della tessera esibita in biglietteria.

Per fortuna, alla fine, ha prevalso il buon senso e i cinque hanno potuto assistera alla partita. L'attenzione generale, però, era rivolta a quello che sarebbe accaduto dentro e fuori all'Olimpico. Grande spiegamento di forze dell'ordine, il questore Tagliente presente sul posto, paraggi dello stadio blindati. Si temeva che la protesta potesse prendere una brutta piega, invece tutto si è svolto tranquillamente. Gli ultrà del Cesena sprovvisti di tessera sono stati fatti accomodare nella zona della Monte Mario adiacente al settore ospiti vero e proprio, dove erano assiepati i possessori della «Cesena Card».


I gruppi della Curva Sud, contrari alla tessera, hanno superato i tornelli e si sono fermati, fino al 5' della ripresa, nell'antistadio. Risultato: zona centrale della curva deserta fino all'entrata collettiva al grido di «Io non mi tessero». Un paio di cori contro il ministro Maroni e uno striscione ironico («no alla tessera, sì alla passera») hanno completato il quadro di una serata, tutto sommato, filata via senza particolari problemi. Il bilancio finale, infatti, parla solo di 8 persone, già alle prese col Daspo, fermate per aver tentato di scavalcare le recinzioni. In più, un tifoso della Roma arrestato e sottoposto a Daspo di 5 anni per aver acceso e lanciato un fumogeno a bordo campo. Se all'Olimpico è andato quasi tutto bene e a Udine udinesi e genoani si sono limitati a cinque minuti di silenzio, in serie B c'è stato qualche grattacapo.

Ad Ascoli, una quarantina di modenesi «non tesserati» sono stati sistemati in un settore facilmente raggiungibile dagli ultras di casa. Gli ascolani non si sono fatti pregare e le due tifoserie sono venute a contatto: calci, pugni e spintoni. Le forze dell'ordine sono intervenute e hanno sistemato la situazione. A Crotone settore ospiti chiuso, ma tifosi del Padova regolarmente in possesso di una quarantina di biglietti di Curva Nord. La soluzione è stata semplice: trasloco dei crotonesi in tribuna. Oggi giorno due dell'anno zero: sette partite di A.


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Messaggio  bender il Mar Ago 31, 2010 10:58 am

Una domanda a tutti quelli che, su questo forum, apprezzano la tessera del tifoso: dove eravate domenica scorsa? Dove sarete domenica prossima?

Niente trasferte a 1000 km da casa?!?!?
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Messaggio  riferimentoCASUALEandria il Mar Ago 31, 2010 1:07 pm

bender ha scritto:Una domanda a tutti quelli che, su questo forum, apprezzano la tessera del tifoso: dove eravate domenica scorsa? Dove sarete domenica prossima?

Niente trasferte a 1000 km da casa?!?!?
Andrianno solo a Lanciano e a Barletta quest'anno

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Messaggio  prima linea il Mar Ago 31, 2010 1:16 pm

riferimentoCASUALEandria ha scritto:
bender ha scritto:Una domanda a tutti quelli che, su questo forum, apprezzano la tessera del tifoso: dove eravate domenica scorsa? Dove sarete domenica prossima?

Niente trasferte a 1000 km da casa?!?!?
Andrianno solo a Lanciano e a Barletta quest'anno
stavano tutti davanti alla tv a seguire la partita su telesveva ma non spargete la voce se no sicuramente poi gli faranno la TESSERA DELLA POLTRONA..ma non si ribelleranno perchè troveranno anche li qualcosa di positivo..ihihiihhi...
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Messaggio  bender il Mer Set 01, 2010 9:16 am

Siamo stufi, arcistufi, di questo Stato di polizia. Che non è quello delle intercettazioni telefoniche, come pretende Berlusconi che ha la coscienza sporchissima, che sono perfettamente legittime quando autorizzate dalla Magistratura, ma quello dove le libertà più elementari sono osteggiate, conculcate, vietate, proibite, scomunicate, tranne quella economica anche quando passa sul massacro della popolazione (è “la libera intrapresa” a creare la disoccupazione, oh yes, ma questo ve lo spiegherò in un’altra occasione) e, ovviamente, quelle del Cavaliere che può corrompere testimoni in giudizio, pagare mazzette ai finanzieri, consumare colossali evasioni fiscali, avere decine di società “off shore”, precostituirsi “fondi neri” impunemente perché, attraverso i suoi scherani, si fa cucire leggi su misura che lo tengono fuori dai processi. Non bastassero già le leggi nazionali, dove sono sempre più feroci i limiti imposti al consumo di alcol, al fumo, non solo a tutela dei soggetti passivi ma anche di quelli attivi, alla prostituzione (da strada naturalmente, quella delle escort e soprattutto dei loro importanti clienti è immune), ora, dopo un altro demenziale decreto del ministro Maroni, ci si sono messi anche i sindaci, in particolare leghisti, ma non solo, a imporre i divieti più grotteschi e assurdi. A Verona è proibito sbocconcellare un panino in strada, consumare alcol fuori dai bar, bagnarsi nelle fontane, girare a torso nudo (il Mullah Omar era più permissivo). A Vicenza ci sono multe salatissime (500 euro) “per camper e roulotte che trasformano la sosta in un bivacco”. A Novara sono vietate le passeggiate notturne nei parchi se si è più di due (durante il fascismo ci volevano almeno cinque persone per considerarle “radunata sediziosa”). A Eraclea (Sicilia) è proibito ai bambini costruire castelli di sabbia in riva al mare. A Firenze, a Venezia, a Trento e in altre città è vietato chiedere l’elemosina, cosa che non si era mai vista prima (nemmeno nei “secoli bui” del Medioevo, anzi, tantomeno nel Medioevo in cui si riteneva che il mendico, come il matto, avesse, per dei suoi misteriosi canali, un rapporto privilegiato con Dio) in nessuna società del mondo, eccezion fatta per l’Unione Sovietica. Adesso, sempre per iniziativa del solerte Maroni, è arrivata anche la “tessera del tifoso”. È intollerabile che uno per andare a vedere una partita di calcio debba chiedere la patente alla società. Una schedatura mascherata, socialmente razzista perché imposta solo ai tifosi che vanno nel “settore ospiti”, cioè dietro le porte e nelle curve, mentre chi può pagarsi i “distinti” non subisce questa gogna. In realtà questa misura illiberale va nel segno di una tendenza in atto da molti anni: eliminare via via il calcio da stadio a favore di quello televisivo e degli affari di Sky, Mediaset e compagnia cantante (con corollario di moviola, labiali, giocatori scoperti in flagranti e sacrosante bestemmie – robb de matt – e, da quest’anno, anche la profanazione del tempio sacro dello spogliatoio). Ma chi conosce anche solo un poco il “frubal”, come lo chiamava Gioann Brera ai tempi belli in cui tutte queste stronzate non esistevano, sa che fra il calcio visto allo stadio e quello visto in casa, in pantofole, fra una telefonata e l’altra e magari sbaciucchiandosi con la fidanzata (orrore degli orrori, il calcio è un rito che vuole una concentrazione esclusiva, non sono mai andato allo stadio con una ragazza e fra Naomi e Ruud Van Nistelrooy – doppietta allo Shalke 04 per inciso – non ho dubbi) non corre alcuna parentela. Per vivere davvero la partita, per capirla, bisogna essere allo stadio, vedere tutto il campo (ci sono centrocampisti che, se guardi la partita in Tv, sembrano aver giocato male perché han toccato pochi palloni e invece hanno giocato benissimo, di posizione) e non solo quello che garba al cameraman. Dal 1983 – introduzione del terzo straniero – il calcio da stadio ha perso il 40% degli spettatori. Quest’anno gli abbonamenti sono ulteriormente crollati del 20%. Molti tifosi hanno solidarizzato con gli ultras in rivolta e non l’hanno rinnovato. E poi ci sono le ragioni, così efficacemente spiegate da Roberto Stracca in un servizio sul Corriere (26/Cool e che hanno tutte la stessa origine: scoraggiare la gente dall’andare allo stadio. “Anche chi non è ultrà – scrive Stracca – e non ha mai pensato di esserlo, dopo biglietti nominali, necessità di un documento per un bambino di 8 anni, odissee fantozziane nella burocrazia più ottusa per una partita di pallone, non ne ha potuto più e ha finito per dire addio allo stadio e aderire alla sempre più ricca offerta televisiva”. Maroni, contestato violentemente da 500 ultras bergamaschi alla Festa della Lega ad Alzano Lombardo, ha detto: “Dicono di essere dei tifosi, ma non lo sono. Sono dei violenti”. E invece gli ultras sono gli ultimi, veri, amanti del calcio. Qualche anno fa, in una domenica canicolare e patibolare di giugno, i demonizzatissimi ultras in rappresentanza di 78 società, di A, di B, di C e delle serie minori, diedero vita a Porta Romana, a Milano, davanti alla sede della Figc, a una civilissima manifestazione al grido di “Ridateci il calcio di una volta!” (cioè: numeri dall’uno all’undici, arbitro in giacchetta nera, pochi stranieri, riscoperta dei vivai e, soprattutto, basta con l’enfiagione economica che ha distrutto tutti i valori mitici, rituali, simbolici, identitari, che ne hanno fatto la fortuna per un secolo, a favore del business e che finirà, prima o poi, per farlo scoppiare come la rana di Esopo). La notizia – mi pareva una notizia – passò sotto silenzio. Persino la Gazzetta dello Sport dedicò all’avvenimento un box di poche righe. Non bisognava disturbare il manovratore. Cioè gli affari. Due parole sulla “violenza” Ad Alzano Maroni ha detto anche: “Io con i violenti non parlo”. E allora il primo cui non dovrebbe rivolgere la parola è Umberto Bossi, il suo Capo. L’ineffabile Maroni si è dimenticato che il leader del Carroccio, agli albori della Lega, dichiarò: “Ho trecentomila leghisti pronti a estrarre la pistola dalla fondina” (in realtà quelli, dalla fondina, possono estrarre al massimo il loro cellulare), e in seguito: “andremo a prendere i fascisti uno a uno, casa per casa”, e ancora, a proposito dei magistrati, “bastano delle pallottole e una pallottola costa solo 300 lire”, e di recente ha anfanato di fucili e altre armi se non gli concedevano non mi ricordo che cosa, parole che dette da un esponente del Governo, sono ben più gravi delle quattro macchine date alle fiamme durante la contestazione di Bergamo. Io sto con gli ultras. Anche quelli violenti di Bergamo. Perché mi paiono gli unici ad aver voglia ed energia di rivolta in un Paese in cui i cittadini si fan passare sopra ogni sorta di abusi, di soprusi e di autentiche violenze sempre chinando la testa. Sudditi. Nient’altro che sudditi.



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Messaggio  nico88 il Mer Set 01, 2010 10:20 am

bender ha scritto:Siamo stufi, arcistufi, di questo Stato di polizia. Che non è quello delle intercettazioni telefoniche, come pretende Berlusconi che ha la coscienza sporchissima, che sono perfettamente legittime quando autorizzate dalla Magistratura, ma quello dove le libertà più elementari sono osteggiate, conculcate, vietate, proibite, scomunicate, tranne quella economica anche quando passa sul massacro della popolazione (è “la libera intrapresa” a creare la disoccupazione, oh yes, ma questo ve lo spiegherò in un’altra occasione) e, ovviamente, quelle del Cavaliere che può corrompere testimoni in giudizio, pagare mazzette ai finanzieri, consumare colossali evasioni fiscali, avere decine di società “off shore”, precostituirsi “fondi neri” impunemente perché, attraverso i suoi scherani, si fa cucire leggi su misura che lo tengono fuori dai processi. Non bastassero già le leggi nazionali, dove sono sempre più feroci i limiti imposti al consumo di alcol, al fumo, non solo a tutela dei soggetti passivi ma anche di quelli attivi, alla prostituzione (da strada naturalmente, quella delle escort e soprattutto dei loro importanti clienti è immune), ora, dopo un altro demenziale decreto del ministro Maroni, ci si sono messi anche i sindaci, in particolare leghisti, ma non solo, a imporre i divieti più grotteschi e assurdi. A Verona è proibito sbocconcellare un panino in strada, consumare alcol fuori dai bar, bagnarsi nelle fontane, girare a torso nudo (il Mullah Omar era più permissivo). A Vicenza ci sono multe salatissime (500 euro) “per camper e roulotte che trasformano la sosta in un bivacco”. A Novara sono vietate le passeggiate notturne nei parchi se si è più di due (durante il fascismo ci volevano almeno cinque persone per considerarle “radunata sediziosa”). A Eraclea (Sicilia) è proibito ai bambini costruire castelli di sabbia in riva al mare. A Firenze, a Venezia, a Trento e in altre città è vietato chiedere l’elemosina, cosa che non si era mai vista prima (nemmeno nei “secoli bui” del Medioevo, anzi, tantomeno nel Medioevo in cui si riteneva che il mendico, come il matto, avesse, per dei suoi misteriosi canali, un rapporto privilegiato con Dio) in nessuna società del mondo, eccezion fatta per l’Unione Sovietica. Adesso, sempre per iniziativa del solerte Maroni, è arrivata anche la “tessera del tifoso”. È intollerabile che uno per andare a vedere una partita di calcio debba chiedere la patente alla società. Una schedatura mascherata, socialmente razzista perché imposta solo ai tifosi che vanno nel “settore ospiti”, cioè dietro le porte e nelle curve, mentre chi può pagarsi i “distinti” non subisce questa gogna. In realtà questa misura illiberale va nel segno di una tendenza in atto da molti anni: eliminare via via il calcio da stadio a favore di quello televisivo e degli affari di Sky, Mediaset e compagnia cantante (con corollario di moviola, labiali, giocatori scoperti in flagranti e sacrosante bestemmie – robb de matt – e, da quest’anno, anche la profanazione del tempio sacro dello spogliatoio). Ma chi conosce anche solo un poco il “frubal”, come lo chiamava Gioann Brera ai tempi belli in cui tutte queste stronzate non esistevano, sa che fra il calcio visto allo stadio e quello visto in casa, in pantofole, fra una telefonata e l’altra e magari sbaciucchiandosi con la fidanzata (orrore degli orrori, il calcio è un rito che vuole una concentrazione esclusiva, non sono mai andato allo stadio con una ragazza e fra Naomi e Ruud Van Nistelrooy – doppietta allo Shalke 04 per inciso – non ho dubbi) non corre alcuna parentela. Per vivere davvero la partita, per capirla, bisogna essere allo stadio, vedere tutto il campo (ci sono centrocampisti che, se guardi la partita in Tv, sembrano aver giocato male perché han toccato pochi palloni e invece hanno giocato benissimo, di posizione) e non solo quello che garba al cameraman. Dal 1983 – introduzione del terzo straniero – il calcio da stadio ha perso il 40% degli spettatori. Quest’anno gli abbonamenti sono ulteriormente crollati del 20%. Molti tifosi hanno solidarizzato con gli ultras in rivolta e non l’hanno rinnovato. E poi ci sono le ragioni, così efficacemente spiegate da Roberto Stracca in un servizio sul Corriere (26/Cool e che hanno tutte la stessa origine: scoraggiare la gente dall’andare allo stadio. “Anche chi non è ultrà – scrive Stracca – e non ha mai pensato di esserlo, dopo biglietti nominali, necessità di un documento per un bambino di 8 anni, odissee fantozziane nella burocrazia più ottusa per una partita di pallone, non ne ha potuto più e ha finito per dire addio allo stadio e aderire alla sempre più ricca offerta televisiva”. Maroni, contestato violentemente da 500 ultras bergamaschi alla Festa della Lega ad Alzano Lombardo, ha detto: “Dicono di essere dei tifosi, ma non lo sono. Sono dei violenti”. E invece gli ultras sono gli ultimi, veri, amanti del calcio. Qualche anno fa, in una domenica canicolare e patibolare di giugno, i demonizzatissimi ultras in rappresentanza di 78 società, di A, di B, di C e delle serie minori, diedero vita a Porta Romana, a Milano, davanti alla sede della Figc, a una civilissima manifestazione al grido di “Ridateci il calcio di una volta!” (cioè: numeri dall’uno all’undici, arbitro in giacchetta nera, pochi stranieri, riscoperta dei vivai e, soprattutto, basta con l’enfiagione economica che ha distrutto tutti i valori mitici, rituali, simbolici, identitari, che ne hanno fatto la fortuna per un secolo, a favore del business e che finirà, prima o poi, per farlo scoppiare come la rana di Esopo). La notizia – mi pareva una notizia – passò sotto silenzio. Persino la Gazzetta dello Sport dedicò all’avvenimento un box di poche righe. Non bisognava disturbare il manovratore. Cioè gli affari. Due parole sulla “violenza” Ad Alzano Maroni ha detto anche: “Io con i violenti non parlo”. E allora il primo cui non dovrebbe rivolgere la parola è Umberto Bossi, il suo Capo. L’ineffabile Maroni si è dimenticato che il leader del Carroccio, agli albori della Lega, dichiarò: “Ho trecentomila leghisti pronti a estrarre la pistola dalla fondina” (in realtà quelli, dalla fondina, possono estrarre al massimo il loro cellulare), e in seguito: “andremo a prendere i fascisti uno a uno, casa per casa”, e ancora, a proposito dei magistrati, “bastano delle pallottole e una pallottola costa solo 300 lire”, e di recente ha anfanato di fucili e altre armi se non gli concedevano non mi ricordo che cosa, parole che dette da un esponente del Governo, sono ben più gravi delle quattro macchine date alle fiamme durante la contestazione di Bergamo. Io sto con gli ultras. Anche quelli violenti di Bergamo. Perché mi paiono gli unici ad aver voglia ed energia di rivolta in un Paese in cui i cittadini si fan passare sopra ogni sorta di abusi, di soprusi e di autentiche violenze sempre chinando la testa. Sudditi. Nient’altro che sudditi.
quoto...ma perchè sign. FINI hai avuto il coraggio solo adesso di parlare??siamo alle solite....siete tutti uguali...TUTTI A CASA..destra o sinistra..



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Messaggio  crisantemi17 il Mer Set 01, 2010 4:06 pm

[quote=" Due parole sulla “violenza” Ad Alzano Maroni ha detto anche: “Io con i violenti non parlo”. E allora il primo cui non dovrebbe rivolgere la parola è Umberto Bossi, il suo Capo. L’ineffabile Maroni si è dimenticato che il leader del Carroccio, agli albori della Lega, dichiarò: “Ho trecentomila leghisti pronti a estrarre la pistola dalla fondina” (in realtà quelli, dalla fondina, possono estrarre al massimo il loro cellulare), e in seguito: “andremo a prendere i fascisti uno a uno, casa per casa”, e ancora, a proposito dei magistrati, “bastano delle pallottole e una pallottola costa solo 300 lire”, e di recente ha anfanato di fucili e altre armi se non gli concedevano non mi ricordo che cosa, parole che dette da un esponente del Governo, sono ben più gravi delle quattro macchine date alle fiamme durante la contestazione di Bergamo. Io sto con gli ultras. Anche quelli violenti di Bergamo. Perché mi paiono gli unici ad aver voglia ed energia di rivolta in un Paese in cui i cittadini si fan passare sopra ogni sorta di abusi, di soprusi e di autentiche violenze sempre chinando la testa. Sudditi. Nient’altro che sudditi.

[/quote] lunga VITA AGLI ULTRA'......ps avevn appcce a lour saup upalk na r macchn
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