1a Divisione: le pagelle 2010-2011

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Messaggio  In The Main il Ven Lug 01, 2011 11:09 am

1^ Divisione: le pagelle finali

Con negli occhi ancora le esultanze di Verona e Juve Stabia, va agli archivi anche la stagione 2010-2011 di Lega Pro. Una stagione che ha visto molte sorprese fare un campionato oltre ogni più rosea aspettativa. Le promozioni di Nocerina e Gubbio sono lì a dimostrarlo. Noi di TuttoLegaPro.com quest'oggi vogliamo dare le pagelle a tutte le società che hanno disputato questa annata, per così dire, storica.

Girone A:

Gubbio: per loro la stagione è stata oro colato. L'esordio con quel lontano 5-1 contro la Cremonese aveva addensato nubi fosche sul futuro prossimo della squadra di Torrente in campionato. Invece il tecnico salernitano ha dimostrato una scorza più dura del previsto e adesso si gode la serie B. Rimarrà alla storia del club umbro, perchè con un gioco sempre propositivo ha dimostrato che si possono coniugare spettacolo e risultati. Voto: 9

Sorrento: questa era una delle squadre favorite per la vittoria finale. Tutto sembrava procedere per il meglio, con il 4-1 di Salerno a coronare una seconda metà di 2010 da autentica mattatrice. L'infortunio di Paulinho, quando ormai i giochi erano quasi fatti, ha scombussolato non poco i loro piani. Resterà il rammarico di questa perdita nel momento clou. Voto: 7.5

Alessandria: la tifoseria, come abbiamo detto spesso, deve elogiare lo spirito professionistico dei ragazzi di Sarri. Quante squadre avrebbero trovato la forza per continuare a giocare nonostante intorno a loro molti facessero a gara a fare terra bruciata. Per questi ragazzi la stagione in maglia grigia rimarrà un ricordo indelebile che servirà moltissimo alla loro crescita professionale. Voto: 7

Salernitana: tanta pressione su una squadra che era stata costruita per tornare in B fin da subito. Le difficoltà societarie vuoi o non vuoi hanno influito sulla stagione dei granata. Breda ha fatto il massimo in una situazione simile. I molti avvoltoi che si sono annidiati sulla squadra si sono fatti pubblicità, poi si sono volatilizzati. Voto: 7

Verona: partenza ad handicap per una squadra a cui Martinelli nulla aveva fatto mancare. L'intenzione era quella di stravincere il campionato, ma i risultati stentavano ad arrivare. Giannini non riusciva a replicare il lavoro egregio svolto a Gallipoli e ad un certo punto la dirigenza, stufa degli alti e bassi, si è decisa a chiamare Mandorlini. L'uomo della svolta scaligera . Voto: 8.5

Spezia: da neopromossa, la squadra bianca aveva obiettivi molto ambiziosi. La dirigenza si era mossa per regalare alla tifoseria un campionato da protagonisti. I risultati a dire il vero sono stati molto deludenti, almeno nel girone di andata. Al giro di boa nulla faceva presagire ad un girone di ritorno da veri protagonisti. Voto: 7

Lumezzane: dovremmo parlare della loro stagione, ma l'autentico protagonista della stagione della squadra rossoblu non è un goleador, ma uno che i gol dovrebbe evitare di farli fare. Stiamo parlando di Fabio Pisacane. La sua confessione autentica e sincera ha permesso di far scoppiare un bubbone che al momento sta andando avanti. Il Chievo, proprietario del cartellino del giocatore, alle buste lo ha perso. Ne ha guadagnato il Lumezzane e lo sport pulito in generale. Voto: 7

Reggiana: l'arrivo di Mangone e gli acquisti di giocatori interessanti, vedi Chinellato, scuola Genoa, seguito a ruota dall'arrivo in difesa di un ex serie A come Lanna, hanno fatto credere alla tifoseria che questa fosse la stagione giusta per il ritorno in B. I presupposti c'erano ma alla fine dei conti i granata sono rimasti a bocca asciutta. Voto: 6.5

Como: i lariani chiudono la stagione con un record: quello della squadra che in trasferta ha perso meno di tutte (solo 3 volte). Per tre quarti di stagione la tifoseria ogni domenica viveva con il cuore in gola per le sorti della loro squadra. A metà girone di ritorno, la squadra ha sfiorato i play-off. Crediamo che sia meglio così, programmare la B con criterio. Voto: 6.5

Spal: la stagione degli estensi era partita in maniera completamente diversa. D'altronde non poteva essere altrimenti, quando hai un attacco formato da Cipriani e Fofana. I risultati, finchè il bomber ex Bologna e Samp, ha retto si sono visti, poi è calato il buio. I problemi alla schiena non hanno permesso a Cipriani di fare il suo dovere. Si ripartirà con più determinazione. Voto: 6

Cremonese: il patron Arvedi, in coabitazione con Pisacane meritano un grosso applauso per quello che hanno fatto. Tornando alla stretta attualità, la stagione dei grigiorossi è stata fallimentare come poche volte nella loro storia. Partenza a razzo, però poi qualcosa si è inceppato. Dopo Baroni arrivava Acori, alla fine la società per salvare capra e cavoli ha ripiegato su Montorfano. Si ripartirà con uno spirito completamente diverso. Voto: 5

Bassano: quello della squadra veneta è il classico esempio che la classe operaia può andare in paradiso. Con un gruppo umile, privo di prime donne, la squadra di Jaconi ha fatto un campionato davvero eccellente. In alcuni frangenti si è addirittura cullato il sogno play-off. Alla fine si è raggiunto l'obiettivo di una salvezza senza affanni anche con qualche domenica di anticipo. Il difficile viene ora, perchè ripetersi sarà molto dura. Voto: 7.5

Ravenna: quando si parla di loro bisogna sempre parlare con un pre e un post. Prima che scoppiasse lo scandalo scommesse, il Ravenna stava chiudendo la stagione in maniera tranquilla, poi quando lo scandalo ha coinvolto il ds Buffone, tutto è cambiato. Solo la "follia" di Zomer ha permesso alla squadra romagnola di restare in Prima Divisione. Resta l'incognita per un futuro che non dà certezze. Voto: 6

Pavia: per la neopromossa in Prima Divisione è stata una stagione interlocutoria. Finchè c'è stato Andrissi, il loro è stato un campionato sufficiente, poi come spesso capita quando i risultati vengono a mancare, si ricorre subito al cambio di allenatore. L'arrivo di Benny Carbone ha permesso agli azzurri di ritrovare quel brio che iniziava a mancare al gruppo. La salvezza matematica, grazie anche al Ravenna, è il giusto premio di una società ambiziosa per il futuro. Voto: 6

Pergocrema: l'allenatore Agenore Maurizi ha dimostrato, in un ambiente completamente diverso da Cava, di saper lavorare molto bene. La salvezza è arrivata per il rotto della cuffia, nei play-out contro i cugini del Monza, ma alla fine rimane il raggiungimento dell'obiettivo che si era preposto la società. Rimane un piccolo motivo di orgoglio per la società: essere rimasta imbattuta contro il Gubbio (vincendo al "Barbetti" per 2-0) poi andato in B. Voto: 6.5

Sud Tirol: la gaffe di Zomer ha pesato come un macigno sul futuro della squadra. Fino al 94' tutto sembrava volgere ad un lieto fine, con il Ravenna ormai privo di forze, poi il patatrac mentale del portiere e adesso la società è costretta a costruire una squadra per un campionato infernale come la Seconda Divisione, strizzando l'occhio anche ad un ipotetico ripescaggio. Sarebbe un "risarcimento" morale per una squadra che fino a metà stagione era una vera sorpresa, poi il crollo netto. Voto: 5.5

Monza: brianzoli retrocessi dopo una lunga rincorsa nel play out contro il Pergocrema. Da sottolineare come la tifoseria, nonostante la retrocessione, dopo il triplice fischio finale del direttore di gara, ha applaudito lo stesso i propri beniamini, dimostrando una maturità rilevante che a lungo andare fa solo bene al sistema tutto. L'arrivo di Motta, con il senno di poi, è stato tardivo. La squadra sotto Verdelli era un coacervo di contraddizioni che in campo si vedevano benissimo. Voto: 5

Paganese: La partenza tutto sommato non era per niente male, poi si è inceppato l'attacco e per gli azzurrostellati c'è stato il black out che li ha portati ad essere ultimi, distanti anche di 10 punti dal penultimo posto, utile almeno per giocarsi la permanenza nei play out. L'arrivo di Capuano ha galvanizzato l'ambiente. Il mercato di gennaio ha dato quei correttivi utili ma non sono bastati lo stesso. Il futuro è incerto, ma la voglia di certo non manca. Voto: 4.5




Girone B:

Nocerina: autentica protagonista di una stagione unica ed irripetibile. Auteri, soffiato all'ultimo al Benevento, ha saputo plasmare la squadra a sua immagine e somiglianza. L'inizio è stato deficitario. Come una macchina diesel, non appena ha iniziato a carburare non ce ne stato più per nessuno. Ha schiantato tutti, con l'unico baluardo che ha tentato di resistere, il Benevento, costretto alla fine alla resa di fronte alla maestosità rossonera. Voto: 9.5

Benevento: anche quest'anno come ogni anno. Questo potrebbe essere l'incipit per un libro sugli ultimi anni dei sanniti. Ogni volta ai blocchi di partenza partono sempre con i favori del pronostico, ma una volta il Crotone un'altra la Juve Stabia, il momento per la salita storica in B per loro non arriva mai. Anche questa volta tutto sembrava volgere per un campionato sopra le aspettative, ed invece il copione non è cambiato. Si riparte con un Vigorito più deciso al grande salto. Voto: 6.5

Atletico Roma: il grosso del gruppo che ha conquistato la Prima Divisione è rimasto, con le ciliegine sulla torta Baronio Franceschini ed Esposito che davano quel mix di esperienza, utile per un campionato gravoso come la ex C1. Incocciati ha saputo dare alla squadra quel ritmo deciso che li ha visti vincere spesso in trasferta. Ad un certo punto qualcosa si è rotto, l'arrivo di Chiappara gli ha permesso di sfiorare il sogno serie B. Sarà un futuro completamente diverso. Voto: 7

Juve Stabia: felici per la vittoria in Coppa Italia di categoria, le vespe hanno confermato il detto che l'appetito vien mangiando. Con due gare in trasferta (Benevento e Roma) nei play-off da applausi, la squadra di Braglia compie un autentico miracolo e dopo circa 60 anni torna a vivere la serie B. Una doppietta per loro che li fa risplendere nel panorama professionistico in questo 2010-2011. La serie B è meritata sotto tutti i punti di vista. Voto: 9

Taranto: padella al 90°. La stagione del Taranto è racchiusa in questo gol del difensore dell'Atletico Roma. Tutti ormai credevano nell'impresa di andare in finale. Si è spento un sogno, con la società che però non ha molta voglia di piangersi addosso e i primi movimenti per la stagione futura lasciano ben sperare. Campionato ottimo, girone di ritorno oltre il previsto. La conferma di Dionigi è un'ottima base di partenza. Voto: 7.5

Foggia: l'entusiasmo del ritorno di un allenatore come Zeman meriterebbe un 10. Lui è stato l'artefice del Foggia dei miracoli di cui ancora oggi si parla come di un modello di organizzazione di gioco invidiabile. Il suo ritorno ha ridato una speranza ad una tifoseria innamorata e allo stesso tempo delusa delle ultime stagioni vissute facendo da comparsa. Tutto bene, tranne il finale di stagione che li ha visti ripiegare incredibilmente. Bonacina avrà un lavoro molto duro da svolgere. Auguri. Voto: 6.5

Lucchese: ancora ci sono incognite sull'iscrizione dei rossoneri al campionato e sarebbe davvero una beffa enorme, dopo che tutto lasciava presagire in un futuro diverso. La stagione si è chiusa con una salvezza arrivata senza tanti patemi d'animo. Il vero mattatore della stagione rossonera è quel Marotta, scuola Bari. Con i suoi gol la squadra si è tolta molte soddisfazioni. Adesso è il futuro che deve tingersi ulteriormente di rossonero. Voto: 6.5

Siracusa: Romano in panchina dopo 5 partite è stato sollevato dall'incarico avendo iniziato come peggio non si poteva. Zero punti e zero gol fatti. Alla sesta arriva la futura vincitrice del campionato, l'esordio di Ugolotti in panchina e tutto cambia per gli aretusei. Molti si erano apprestati già a fare il de profundis per loro. Ugolotti ha saputo ridare alla squadra quella grinta e la voglia di vincere conducendo un campionato davvero eccellente. Voto: 7

Virtus Lanciano: i frentani erano partiti con l'obiettivo di un grande campionato. I presupposti c'erano tutti, Camplone compreso. I risultati anche se a stento, arrivavano. La discontinuità è stata la vera spada di damocle di un gruppo a lungo prigioniero della sua forza. La famiglia Maio sembrava sul punto di mollare, per poi tornare sui suoi passi confermando la voglia di vivere una stagione da protagonisti. Voto: 6.5

Pisa: il doppio salto dalla D, senza passare in Seconda Divisione, ha riacceso l'entusiasmo nella città della Torre pendente. Tutto sembrava pronto per un campionato di vertice. Il campo alla fine ha detto che il Pisa si è salvato soltanto a poche giornate dalla fine. Un vero spreco per una città che ha dimostrato di aver fame di calcio importante. Il prossimo campionato non può non partire da un nome solo: Marco Carparelli. Una bandiera per la tifoseria. Un vero guerriero. Voto: 6

Barletta: il ripescaggio ha permesso alla società di costruire una squadra, anche se incompleta, pronta per un campionato difficoltoso come la Prima Divisione. Il girone di andata ha dimostrato che le difficoltà erano tante. Il mercato di riparazione ha permesso loro di prendere gli uomini utili per un girone di ritorno completamente diverso, permettendo alla squadra di Cari, subentrato a Sciannimanico, di salvarsi proprio sul finale. Voto: 6

Gela: troppo grande l'amore del presidente Tuccio per la sua creatura per farla morire così sotto gli occhi di tutti. La salvezza diretta è arrivata addirittura con qualche giornata d'anticipo, nonostante molti pezzi pregiati fossero andati via a gennaio. Grande stagione sul campo, fuori c'è immobilismo attorno al "santo" Tuccio. Voto: 6.5

Andria: anche loro, come i cugini biancorossi del Barletta ripescati in Prima, capaci di un campionato dignitoso. Ad un certo punto della stagione c'è stata una frattura, subito sanata, tra la tifoseria e la presidenza. Il tutto ha fortificato tutto l'ambiente che ha permesso loro di andare a vincere la sfida decisiva al "Liberati" di Terni, condannando di fatto proprio le fere ad una triste retrocessione. Voto: 6.5

Cosenza: ad un certo punto sembrava di assistere al Grand Hotel Cosenza. Dirigenti che arrivavano e altri che andavano via. Logico vedere la squadra scombussolata senza un vero riferimento a cui chiedere spiegazioni per avere gli stipendi. Mettiamoci anche il comportamento di parte della tifoseria ed il cerchio è chiuso. Adesso si riparte dalla Seconda Divisione, con quale progetto? Un altro dilemma pesante sul futuro dei silani. Voto: 4

Ternana: potremmo limitarci a dare il voto e chiuderla qui, però la stagione delle fere è stata un autentico dramma nel dramma. Finchè ha potuto, Tozzi Borsoi, si è caricato sulle spalle una squadra costruita male. Alla fine anche lui ha abdicato e adesso a Terni tutto è finito. L'entusiasmo nella società rossoverde non manca, bisognerà vedere come la tifoseria reagirà all'ennesima delusione della storia delle fere. Ritorna il derby infuocato contro i cugini e rivali del Perugia. Voto: 4.5

Foligno: La Mantia con il suo gol permette ai falchetti di salvarsi a scapito della Ternana. Gruppo giovane costruito per la salvezza, il Foligno nonostante molte difficoltà ha saputo raggiungere l'obiettivo con la tenacia che gli riconoscono tutti. Matrecano finchè ha retto ha fatto un ottimo lavoro, Giunti lo ha proseguito e Pagliari lo ha concluso alla grande. La ripartenza rivedrà ancora gli umbri pronti all'ennesima sfida da vincere. Voto: 6

Viareggio: l'arrivo di Scienza era un'incognita. L'allenatore ex centrocampista del Foggia si è conquistato la stima di tutti con il suo lavoro silenzioso e mai fuori dalle righe. Con la sua filosofia sul campo, il Viareggio ha saputo costruirsi una salvezza davvero insperata. Nei play-out contro il Cosenza il vero mattatore è stato Andrea Bocalon. Con i suoi gol ha contribuito non poco alla causa della squadra. Voto: 6.5

Cavese: stagione fallimentare, l'ennesima per i metelliani, abituati ormai alle sofferenze senza fine. Una stagione tribolata, con le penalizzazioni che hanno condannato la squadra ad una retrocessione davvero dura da digerire. La dirigenza ha pagato gli errori del passato. Spesso le retrocessioni sono viste come una sconfitta, però in una città innamorata come Cava, tutto può essere visto come un rilancio in grande stile, senza fretta e raziocinio. Voto: 5

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