Suicidi in cella “Trenta casi sospetti”

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Messaggio  dj_miki il Gio Nov 12, 2009 3:20 pm

Nelle carceri italiane muoiono in media 150 detenuti l’anno, dei quali un terzo per suicidio (1.005 casi accertati dal 1990), un terzo per cause subito dichiarate “naturali”, e i restanti per “cause da accertare”, che indicano i casi nei quali viene aperta un’inchiesta giudiziaria. Lo denuncia l’associazione Ristretti Orizzonti che nel dossier “morire di carcere” ha ricostruito centinaia di vicende di detenuti morti. “In alcuni casi i familiari ci hanno inviato delle foto, come prova del fatto che le versioni ufficiali non raccontavano la verità, o la raccontavano solo in parte. Sono immagini che parlano da sole: morti per infarto con la testa spaccata, per suicidio con ematomi e contusioni in varie parti del corpo”, denuncia l’associazione. Secondo cui 30 di questi casi “richiederebbero un approfondimento nelle sedi opportune”. Molti sono stati etichettati come suicidi. Si va da quello di Raffaele Montella, 40 anni, nel Carcere di Poggioreale (Napoli), che due giorni prima di essere portato in carcere, aveva detto: “Se torno dentro mi ammazzano”, a quello di Stefano Guidotti, 32 anni, trovato impiccato alle sbarre del bagno: aveva escoriazioni sul volto inconciliabili con l’ipotesi del suicidio e c’erano inspiegabili macchie di sangue sul pavimento. Dubbi anche sui suicidi per impiccagione di Maria Laurence Savy, belga, claustrofobica, e Gianluca Frani, 31 anni, paraplegico. “Spesso per i suicidi, dalle autopsie emergono costole spezzate, milze e fegati spappolati, emorragie interne”, denuncia Ristretti Orizzonti.

fonte: City.it

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Messaggio  dj_miki il Gio Nov 12, 2009 3:21 pm

Parma, muore in carcere
La madre: “Stava bene”


APERTA INCHIESTA Due periti dovranno stabilire perché l’uomo, un 32enne, sia morto quindici ore dopo essere finito in carcere per furto.


PARMA - Un ragazzo di 31 anni, Giuseppe Saladino, è morto tra venerdì e sabato scorsi dopo essere stato portato nel carcere di via Burla, a Parma. Lo denuncia la madre: “Quando è entrato in carcere, era sano”, accusa la donna, Rosa Martorano. Saladini aveva problemi di tossicodipendenza. La Procura ha aperto un’indagine per omicidio colposo contro ignoti.
Morto 15 ore dopo il fermo
Il giovane doveva scontare agli arresti domiciliari una condanna a un anno e due mesi dopo essere stato pizzicato mentre rubava monetine dai parchimetri del centro storico. Venerdì era evaso dai domiciliari è quindi incarcerato a via Burla. Quindici ore dopo, alle 8 di sabato, il direttore del penitenziario ha telefonato a casa di Giuseppe per dare la notizia del decesso.
“Overdose di farmaci”
“Il direttore mi ha detto che Giuseppe era morto, che era stata una cosa improvvisa, inspiegabile”. L’ipotesi della famiglia è che sia morto per un abuso di farmaci somministrati contro la sua volontà. Rosa Martorano, però, avrebbe notato anche due ematomi sul cadavere del figlio, una sulla fronte e uno sulla tempia, grandi come una moneta. E un rivolo di sangue uscire dalla bocca del giovane. Due periti, di cui uno della famiglia, dovranno ricostruire le cause del decesso.

fonte: City.it

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Messaggio  dj_miki il Gio Nov 12, 2009 3:21 pm

Cucchi, gli indagati sono tre
La salma sarà riesumata


NUOVI ESAMI Gli inquirenti aspettano i test medico-legali. Ma un teste e le cartelle cliniche mettono sotto accusa due-tre persone.


ROMA - Sarebbero due o tre le persone indagate per la morte del detenuto Stefano Cucchi, il 22 ottobre scorso. L’accusa è omicidio preterintenzionale. Lo rivelano fonti del Tribunale di Roma. Gli inquirenti starebbero aspettando i risultati definitivi degli accertamenti medico-legali prima di procedere. A confermare i dubbi sulla morte di Cucchi sarebbero un testimone (che potrebbe essere messo sotto protezione) e le cartelle cliniche.
Cartelle cliniche al vaglio
Adesso si dovranno svolgere tutta una serie di esami e riscontri clinici per trovare riscontri all’ipotesi che Cucchi sia stato oggetto di un pestaggio dopo il suo arresto. Inoltre emergono “discrepanze” tra le testimonianze dei medici di Regina Coeli e quella dei sanitari del Fatebenefratelli sulle condizioni di Cucchi. Lo ha detto Ignazio Marino, presidente della commissione di inchiesta sul sistema sanitario. Per i medici del Fatebenefratelli le ecchimosi al volto non erano così evidenti come per quelli che hanno visitato prima la vittima.
Giovanardi “Chiedo scusa alla famiglia”
Ieri il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi ha chiesto scusa alla famiglia di Cucchi. Aveva detto che è morto perché anoressico e drogato. Ieri, invece, il senatore dell’Idv Stefano Pedica ha visitato le celle di sicurezza del Palazzo di Giustizia con i familiari di Cucchi. “C’è molta omertà da parte dei carabinieri e delle guardie carcerarie”, ha commentato.

fonte: City.it

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