Consiglio dei ministri impugna il «no» di Campania, Puglia, Basilicata al nucleare

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Messaggio  blueandria il Gio Feb 04, 2010 12:36 pm

Consiglio dei ministri impugna il «no»
di Campania, Puglia, Basilicata al nucleare
Le leggi regionali di queste regioni impedivano la costruzione di centrali nucleari sul loro territorio


La mappa dei possibili siti ROMA -
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Il Consiglio dei ministri ha deciso di impugnare dinnanzi alla Corte Costituzionale le leggi regionali di Puglia, Campania e Basilicata che impediscono l’installazione di impianti nucleari nei loro territori. In pratica il governo scende in campo contro le regioni di centrosinistra del Sud che avevano adottato provvedimenti «no nuke» e, quindi, contro l'installazione di centrakli nucleari sul loro territorio. La decisione è stata presa su proposta del ministro Claudio Scajola (Sviluppo Economico) e d’intesa con il ministro Raffaele Fitto (Affari Regionali).
I MOTIVI DEL GOVERNO - «L’impugnativa delle tre leggi è necessaria per ragioni di diritto e di merito», ha spiegato Scajola. «In punto di diritto - ha aggiunto - le tre leggi intervengono autonomamente in una materia concorrente con lo Stato (produzione, trasporto e distribuzione di energia elettrica) e non riconoscono l’esclusiva competenza dello Stato in materia di tutela dell’ambiente, della sicurezza interna e della concorrenza (articolo 117 comma 2 della Costituzione). Non impugnare le tre leggi avrebbe costituito un precedente pericoloso perchè si potrebbe indurre le Regioni ad adottare altre decisioni negative sulla localizzazione di infrastrutture necessarie per il Paese». «Nel merito - ha continuato il ministro - il ritorno al nucleare è un punto fondamentale del programma del Governo Berlusconi, indispensabile per garantire la sicurezza energetica, ridurre i costi dell’energia per le famiglie e per le imprese, combattere il cambiamento climatico riducendo le emissioni di gas serra secondo gli impegni presi in ambito europeo».

CRITERI LOCALIZZAZIONE - Il ministro Scajola ha inoltre ricordato che «al prossimo Consiglio dei Ministri del 10 febbraio ci sarà l’approvazione definitiva del decreto legislativo recante tra l’altro misure sulla definizione dei criteri per la localizzazione delle centrali nucleari».

IL RITORNO AL NUCLEARE - È contenuto in un ddl licenziato il 14 maggio 2009. Saranno necessarie tra le 10 e le 15 centrali nucleari da 1.300 megawatt ognuna. La tabella di marcia prevede la «prima pietra» di tre o quattro centrali entro fine legislatura da costruire grazie all’accordo siglato ad inizio anno tra Enel e Edf. Quanto costeranno e chi le finanzierà? Gli investimenti sono almeno doppi o addirittura tripli rispetto a una centrale a turbogas di pari potenza, compensati da un costo del combustibile molto più basso e un costo di generazione elettrica teoricamente competitivo. Anche per l’Italia si sta consolidando l’ipotesi di un consorzio “alla finlandese”, con un pool di produttori associati a grandi consumatori che si impegnano a ritirare l’energia con contratti di lungo periodo a prezzo prefissato. Che tecnologia sarà impiegata? La tecnologia francese Epr non avrà il monopolio. Un primo lotto di centrali italo-francesi potrebbe essere affiancato da impianti di tecnologia americana, canadese o russa. In ogni caso si tratterà di impianti di terza generazione e non di quarta, ancora allo studio. Dove verranno costruite? I siti devono ancora essere definiti. Ma gli esperti ipotizzano l’utilizzo “preferenziale” dei vecchi siti dove sorgevano le centrali nucleari italiane chiuse dopo il referendum del 1987. L’area di Montalto di Castro, dove doveva sorgere una centrale nucleare poi riconvertita a policombustibile, viene tuttora considerata «ideale». In Campania si guarda all'area del Garigliano o della Foce del Sele. Per la Puglia, l'area di Mola, mentre per la Basilicata si ripropone Scanzano Jonico.


04 febbraio 2010
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Messaggio  blueandria il Gio Feb 04, 2010 1:04 pm

Ora il federalismo non vale??? Lo schifo si fa sempre più immenso!!!
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Messaggio  white hair il Gio Feb 04, 2010 5:46 pm

io mi chiedo perchè non si spendono soldi per la creazione di nuove forme energetiche pulite sicure e più economiche. mentre tutti gli altri paesi stanno passando ad una "nuova era" noi con 30 anni di ritardo decidiamo di accodarci ad una tecnologia che verrà presto messa in cantina.

per non parlare delle centrali estere a 2 metri dal confine italiano...
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Messaggio  bender il Gio Feb 04, 2010 6:27 pm

white hair ha scritto:per non parlare delle centrali estere a 2 metri dal confine italiano...

quelle sono in territorio francese, quindi, in caso di fuga di gas, lo stesso gas non entrerebbe in italia ma resterebbe in francia!
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Messaggio  white hair il Gio Feb 04, 2010 6:34 pm

è vero non ci avevo pensato Rolling Eyes

quindi nessun problema se installiamo le centrali vicino città del vaticano Exclamation
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Messaggio  bender il Ven Feb 05, 2010 6:04 pm

white hair ha scritto:è vero non ci avevo pensato Rolling Eyes

quindi nessun problema se installiamo le centrali vicino città del vaticano Exclamation

no!
per i rosso-verdi nostrani possono installarle anche DENTRO la città del vaticano o a san marino, purchè non siano in territorio italiano!
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Messaggio  FANS ANDRIA il Ven Feb 05, 2010 6:50 pm

bender ha scritto:
white hair ha scritto:è vero non ci avevo pensato Rolling Eyes

quindi nessun problema se installiamo le centrali vicino città del vaticano Exclamation

no!
per i rosso-verdi nostrani possono installarle anche DENTRO la città del vaticano o a san marino, purchè non siano in territorio italiano!

per quelli che non sono rossi- verdi come te le mettiamo in campagna tua!!!

Mentre tutto il mondo va in una direzione il nostro governo prende la strada opposta!!!
Caro Bender in francia o altri paesi noi Italiani non possiamo far nulla ma nella nostra terra si!!!

Finitela con questa rottura che ci sono in Francia!!!! Pensiamo a noi!!!!

si puo investire nell'eolico, nel solare.....
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Messaggio  dj_miki il Ven Feb 05, 2010 10:19 pm

rmancio75 ha scritto:
bender ha scritto:
white hair ha scritto:è vero non ci avevo pensato Rolling Eyes

quindi nessun problema se installiamo le centrali vicino città del vaticano Exclamation

no!
per i rosso-verdi nostrani possono installarle anche DENTRO la città del vaticano o a san marino, purchè non siano in territorio italiano!

per quelli che non sono rossi- verdi come te le mettiamo in campagna tua!!!

Mentre tutto il mondo va in una direzione il nostro governo prende la strada opposta!!!
Caro Bender in francia o altri paesi noi Italiani non possiamo far nulla ma nella nostra terra si!!!

Finitela con questa rottura che ci sono in Francia!!!! Pensiamo a noi!!!!

si puo investire nell'eolico, nel solare.....
peccato che nessuno ti ha mai detto che anche queste forme di energia "pulita" deturpano il paesaggio....vabbè lasciamo stare, l'unica cosa che mi fa rabbia sono tutti questi anni passati senza fonti di energia "economica", nei quali abbiamo sempre e solo importato...se avessimo avuto queste energie, forse ora saremmo sul tetto del mondo, visto che senza di essere siamo riusciti ad entrare tra i primi otto classificati....

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Messaggio  bender il Sab Feb 06, 2010 1:50 am

rmancio75 ha scritto:per quelli che non sono rossi- verdi come te le mettiamo in campagna tua!!!

ivabbun!

sai quanto pagano???

rmancio75 ha scritto:Caro Bender in francia o altri paesi noi Italiani non possiamo far nulla ma nella nostra terra si!!!

Finitela con questa rottura che ci sono in Francia!!!! Pensiamo a noi!!!!

appunto!

pensi che se dovesse accadere qualche incidente in francia (al confine con l'italia) i gas si preoccuprebbero di penetrare in territorio italiano perchè i nostrani verdi si oppongono???
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Messaggio  FANS ANDRIA il Sab Feb 06, 2010 9:59 pm

bender ha scritto:
rmancio75 ha scritto:per quelli che non sono rossi- verdi come te le mettiamo in campagna tua!!!

ivabbun!

sai quanto pagano???

rmancio75 ha scritto:Caro Bender in francia o altri paesi noi Italiani non possiamo far nulla ma nella nostra terra si!!!

Finitela con questa rottura che ci sono in Francia!!!! Pensiamo a noi!!!!

appunto!

pensi che se dovesse accadere qualche incidente in francia (al confine con l'italia) i gas si preoccuprebbero di penetrare in territorio italiano perchè i nostrani verdi si oppongono???

...... è inutile, sono parole sprecate!!! invece di provare a farle chiudere ne facciamo aprire altre! Fate come vi pare!
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Messaggio  FANS ANDRIA il Sab Feb 06, 2010 10:05 pm

dj_miki ha scritto:
rmancio75 ha scritto:
bender ha scritto:
white hair ha scritto:è vero non ci avevo pensato Rolling Eyes

quindi nessun problema se installiamo le centrali vicino città del vaticano Exclamation

no!
per i rosso-verdi nostrani possono installarle anche DENTRO la città del vaticano o a san marino, purchè non siano in territorio italiano!

per quelli che non sono rossi- verdi come te le mettiamo in campagna tua!!!

Mentre tutto il mondo va in una direzione il nostro governo prende la strada opposta!!!
Caro Bender in francia o altri paesi noi Italiani non possiamo far nulla ma nella nostra terra si!!!

Finitela con questa rottura che ci sono in Francia!!!! Pensiamo a noi!!!!

si puo investire nell'eolico, nel solare.....
peccato che nessuno ti ha mai detto che anche queste forme di energia "pulita" deturpano il paesaggio....vabbè lasciamo stare, l'unica cosa che mi fa rabbia sono tutti questi anni passati senza fonti di energia "economica", nei quali abbiamo sempre e solo importato...se avessimo avuto queste energie, forse ora saremmo sul tetto del mondo, visto che senza di essere siamo riusciti ad entrare tra i primi otto classificati....

Caro Dj Miki , faccio l'ingegnerie, se vuoi te lo posso spiegare in modo sempliccisimo come funzionano una parco eolico o dei pannelli solari o fotovoltaici!!! é vero rovinano il paesaggio dal punto di vista visivo.... vuoi mettere come fa bene un po di uranio o un rigassificatore... la natura ti direbbe grazie!!!
Ma quando parlate vi rendete conto di quello che dite, ora pure la SALUTE ha un colore politico?? Vuoi vivere in campagna dove in lontananza vede dei pali eolici o in un posto dove il sottosuolo è ricco di scorie radioattive??? Chiedi ai tedesci o francesi!!!
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Messaggio  blueandria il Dom Feb 07, 2010 12:06 am

dj_miki ha scritto:peccato che nessuno ti ha mai detto che anche queste forme di energia "pulita" deturpano il paesaggio....vabbè lasciamo stare, l'unica cosa che mi fa rabbia sono tutti questi anni passati senza fonti di energia "economica", nei quali abbiamo sempre e solo importato...se avessimo avuto queste energie, forse ora saremmo sul tetto del mondo, visto che senza di essere siamo riusciti ad entrare tra i primi otto classificati....
E' chiaro che se metti una piattaforma sul mare di pale eoliche o anche (come ora) sulla Murgia ti rovinano il bellissimo skyline naturale del paesaggio,ma non hai idea di cosa puoi combinare col solare!specie in questa regione piena di sole in ogni mese e in ogni dove,senza considerare i benefici economici derivanti da nuove imprese tecnologiche che si creerebbero...abbiamo l'oro tra le mani e non vogliamo accorgercene?
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Messaggio  FANS ANDRIA il Dom Feb 07, 2010 10:06 am

blueandria ha scritto:
dj_miki ha scritto:peccato che nessuno ti ha mai detto che anche queste forme di energia "pulita" deturpano il paesaggio....vabbè lasciamo stare, l'unica cosa che mi fa rabbia sono tutti questi anni passati senza fonti di energia "economica", nei quali abbiamo sempre e solo importato...se avessimo avuto queste energie, forse ora saremmo sul tetto del mondo, visto che senza di essere siamo riusciti ad entrare tra i primi otto classificati....
E' chiaro che se metti una piattaforma sul mare di pale eoliche o anche (come ora) sulla Murgia ti rovinano il bellissimo skyline naturale del paesaggio,ma non hai idea di cosa puoi combinare col solare!specie in questa regione piena di sole in ogni mese e in ogni dove,senza considerare i benefici economici derivanti da nuove imprese tecnologiche che si creerebbero...abbiamo l'oro tra le mani e non vogliamo accorgercene?


semplice , lineare , banale è perfetta come considerazione!!! Noi ste cose proprio non le vogliamo comprendere!
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Messaggio  andriese80 il Dom Feb 07, 2010 1:57 pm

dj_miki ha scritto:
rmancio75 ha scritto:
bender ha scritto:
white hair ha scritto:è vero non ci avevo pensato Rolling Eyes

quindi nessun problema se installiamo le centrali vicino città del vaticano Exclamation

no!
per i rosso-verdi nostrani possono installarle anche DENTRO la città del vaticano o a san marino, purchè non siano in territorio italiano!

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Chi ti ha detto che l'energia atomica è più economica? Sai che le scorie radioattive hanno una vita che si aggira intorno ad un paio di migliaia di anni? Sai che una centrale nucleare produce un'elevata quantità di energia in esubero (ore notture) tale che il costo di ogni kw/h è il doppio di ogni forma di energia? Sai che l'Italia sarebbe sempre dipendente da altri paesi per la fornitura di uranio? A volte prima di parlare bisognerebbe essere informati perchè chi non lo fa corre il rischio di essere uno dei tanti servi di un sultano che sarebbe ora di mandare in pensione........

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Messaggio  blueandria il Lun Apr 26, 2010 4:14 pm

Cernobyl. Un anniversario da non dimenticare. Legambiente: 'Liberiamo l’Italia dal nucleare'
di Alice Scialoja

Il 24, 25 e 26 aprile iniziative in tutta Italia sui rischi dell’energia atomica. Centrali pericolose anche in assenza di incidenti: rilasciano radioattività

ROMA - Per non dimenticare il terribile incidente di Cernobyl, per dire ancora una volta che il nucleare non è sicuro, non garantirà all’Italia il rispetto degli accordi internazionali sui cambiamenti climatici, non ridurrà la bolletta energetica degli italiani né le importazioni di combustibili fossili, Legambiente si mobilita il 24, 25 e 26 aprile all’insegna di “ Liberiamo l’Italia dal nucleare!”

Il 26 aprile del 1986 esplose, infatti, il reattore numero 4 della centrale nucleare di Cernobyl, in Ucraina, e quel disastro, a 24 anni di distanza, continua a causare gravi danni alla salute. Il governo italiano si appresta, ora, a rilanciare l’energia atomica in Italia, affermando che le centrali “di ultima generazione” sono sicure. Ecco perché Legambiente scende in piazza per informare i cittadini sui rischi ambientali, la sicurezza e i costi delle nuove centrali atomiche.

“Vogliamo fare chiarezza sui rischi reali che i cittadini corrono nel caso di un’installazione di una nuova centrale atomica sul proprio territorio – dichiara Stefano Ciafani, responsabile scientifico di Legambiente -. Il nostro governo ha firmato più di un anno fa con quello francese un accordo per realizzare 4 reattori di tecnologia EPR, a cui se ne dovranno aggiungere altrettanti per arrivare al 25% di elettricità prodotta dall’atomo. Ma è bene sapere che, oltre a non essere stata ancora risolta in alcun modo la questione delle scorie, l’ordinaria attività di una centrale rilascia piccole dosi di radioattività che contaminano il terreno, l’acqua, l’aria circostante, finendo così nella catena alimentare. Il nucleare è quindi una minaccia per la sicurezza dei territori anche in assenza di incidenti”.

Secondo uno studio dell’Ufficio federale tedesco per la protezione dalle radiazioni, più si vive vicino alle centrali nucleari e maggiore è il rischio di contrarre malattie gravi. Per i bambini che vivono entro 5 chilometri da una centrale nucleare, la possibilità di contrarre la leucemia aumenta rispetto ai coetanei che vivono a una distanza di oltre 50 chilometri. E’ forse per questo che il nostro governo prevede compensazioni economiche per i territorio che ospiteranno le centrali?

Inoltre, la tecnologia EPR (European Pressurized (Water) Reactor - Reattore europeo ad acqua pressurizzata), un reattore a fissione nucleare da oltre 1.600 MWe concepito dalle aziende Siemens e Framatome nei primi anni 90 e portato avanti ora dalla francese Areva, descritto nel nostro Paese come un gioiello tecnologico, non ha risolto nessuno dei problemi noti da decenni. In particolare, a novembre 2009 le Autorità per la sicurezza nucleare francese, finlandese e britannica hanno evidenziato delle gravi lacune nel sistema di sicurezza dell’EPR e ordinato alla società costruttrice di modificare pesantemente il progetto.

“L’Italia sta promuovendo una tecnologia insicura, inquinante e vecchia – conclude Ciafani -. A maggior ragione se nel 2030 saranno disponibili sul mercato i reattori di quarta generazione, in fase di studio a livello internazionale”.

https://tifoandria.forumattivo.comtifoandria.forumattivo.comdazebao.org/news/index.php?option=com_content&view=article&id=9779:cernobyl-un-anniversario-da-non-dimenticare-legambiente-liberiamo-litalia-dal-nucleare&catid=55:ambiente&Itemid=173
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Messaggio  blueandria il Lun Apr 26, 2010 4:19 pm

Berlusconi sul nucleare:
«Primi cantieri entro il 2013»

dal nostro inviato Antonella Scott
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LESMO - Non è certo una visita privata, come era apparso in un primo momento, quella che ha portato Vladimir Putin a Lesmo, vicino a Monza, nella Villa Gernetto che Silvio Berlusconi vuole trasformare in Università del pensiero liberale: invitando il premier russo «a essere il primo tra i professori» a inaugurare i corsi a cui il presidente del Consiglio auspica partecipino anche giovani russi.

Dopo una cena informale ad Arcore domenica sera, questa mattina Putin e Berlusconi hanno fatto colazione insieme ma con loro c'erano due importanti delegazioni, il ministro russo dell'Energia Serghej Shmatko e il primo vicepremier Igor Sechin, i vertici di Eni e Gazprom Paolo Scaroni e Aleksej Miller, l'amministratore delegato di Enel Flavio Conti e Boris Kovalchuk di Inter Rao Ues. Queste due compagnie hanno firmato a Lesmo un memorandum di intesa che avvia la cooperazione congiunta nel nucleare, nella costruzione di nuovi impianti e nell'innovazione tecnica, nell'efficienza energetica, nella distribuzione sia in Russia che nei Paesi dell'Est Europa.

Enel battistrada in Russia. In questo ambito è particolarmente importante il progetto di sviluppo di una nuova centrale nucleare a Kaliningrad, prima partnership pubblico-privata nel settore nucleare in Russia. Se la costruzione verrà approvata, Enel sarà il primo soggetto straniero a essere coinvolto in un programma nucleare in territorio russo. La centrale di Kaliningrad è destinata alla distribuzione non solo in Russia ma anche nei Paesi dell'Est, ha fatto notare Berlusconi che qui è caduto in un lapsus parlando delle possibilità di espansione di Enel «in tutta l'Unione Sovietica».

Una nuova frontiere del nucleare. A Lesmo i dicasteri italiano e russo della Ricerca scientifica hanno siglato anche un altro accordo che, ha detto Berlusconi, «potrebbe aprire una nuova frontiera», sul fronte della fusione nucleare, oggetto di una ricerca sul programma Ignitor che si avvale degli esperimenti realizzati dal professor Bruno Coppi. Rispondendo a una domanda dei giornalisti sui tempi e i luoghi previsti dal governo per il ritorno al nucleare in Itralia, Berlusconi ha detto che non sarà possibile scegliere la sede della prima centrale nucleare italiana prima di aver compiuto un'operazione di convincimento dell'opinione pubblica, cosa che il governo si appresta a fare anche guardando all'esempio della Francia. Quando si realizzano nuove centrali, ha detto Berlusconi, «i francesi fanno a gara per averle a casa loro, perché portano tanto, tanto lavoro».

La prima centrale entro il 2013. Ecco perché, ha concluso il premier, «stiamo lavorando a un progetto per raccogliere le esperienze dei cittadini francesi e portarle qui da noi». Quanto ai tempi, Berlusconi ha attribuito al ministro per lo Sviluppo economico Claudio Scajola il desiderio di avviare i lavori per realizzare la prima centrale «entro l'attuale legislatura, cioè entro il 2013». Berlusconi ha ribadito che dal suo punto di vista «il nucleare è una fonte di energia a cui nessun paese può rinunciare. Noi eravamo all'avanguardia - ha detto - tanto che nel '67 avevamo ben tre centrali funzionanti, ma poi sotto la spinta degli ecologisti estremi abbiamo dovuto rinunciare. Oggi non è possibile restare fuori da questa opportunità».

Nord Stream e South Stream. Putin e Berlusconi hanno cercato di sgombrare il campo dalle nubi che recentemente si sono accumulate su South Stream, voci di divergenze tra Eni e Gazprom anche riguardo all'ingresso di un terzo partner, la francese Edf. Il gruppo francese punta ad avere una partecipazione del 20% nel progetto, ha detto Putin, senza però precisare il nodo che potrebbe essere all'origine dei problemi tra Eni e il monopolio russo, cioè la divisione delle quote. I lavori per costruire il gasdotto avranno inizio «nei primi sei mesi del 2012», hanno detto Berlusconi e Putin, e il premier russo ha ripetuto che non ci saranno né ritardi né problemi tecnici, come dimostra il gasdotto che Italia e Russia già fanno funzionare sul fondo del Mar Nero, Blue Stream. Eni e Gazprom del resto appaiono ben decise a lavorare insieme anche altrove, compresa l'Africa che, ha detto Berlusconi, «non dobbiamo lasciare solo alla Cina».

Pirelli in Russia. Della delegazione italiana faceva parte anche Marco Tronchetti Provera, presidente di Pirelli che, ha spiegato Berlusconi, durante l'incontro della mattina ha illustrato i progetti di espansione in Russia, con la possibilità di acquistare nuovi impianti. Una domanda ha cercato di spostare il discorso sul fronte italiano e sul contrasto tra il presidente del Consiglio e Gianfranco Fini. Una giornalista ha chiesto a entrambi i premier «la loro ricetta della felicità coniugale in politica». «Noi siamo gente tradizionale - ha risposto scherzando Putin - lei si è spinta troppo in là». Ma poi ha osservato che lui e il presidente Dmitrij Medvedev operano «partendo dagli interessi del popolo russo».

Basta una persona per divorziare. Berlusconi da parte sua ha ammesso di non aver avuto grandi risultati sul fronte del matrimonio. «Ripeto quanto ho detto nei giorni scorsi - ha aggiunto - per litigare bisogna essere in due e con me è difficile litigare. Ma mi hanno anche fatto notare che se per un matrimonio occorrono due persone, per divorziare ne basta una sola».

https://tifoandria.forumattivo.comtifoandria.forumattivo.comilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Mondo/2010/04/russia-italia-berlusconi-putin.shtml?uuid=069c1626-5135-11df-95dd-47b0345b4152&DocRulesView=Libero
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Messaggio  andrisano il Lun Apr 26, 2010 5:09 pm

LA CENTRALE COSTRUISCITELA AD ARCORE!
BELLO FARE IL RIKKIONE CON IL C.LO DEGLI ALTRI!
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Messaggio  emik77 il Mar Apr 27, 2010 5:18 pm

una bella centrale a Verona...vogh propr avda'
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Messaggio  maryan85 il Mer Apr 28, 2010 7:56 am

io dico meglio a bergamo... Laughing Laughing Laughing Laughing Laughing

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..... per cortesia ed eleganza... (cit.)
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Messaggio  blueandria il Sab Mag 08, 2010 4:56 pm

Centrali nucleari: la realtà oltre la propaganda
6 maggio 2010

Il Governo italiano è fortemente determinato a rilanciare l’energia nucleare, sostenendo che sia una fonte fondamentale di cui il mondo, ed anche il nostro paese, non può fare a meno. Tale ipotesi, anche a prescindere dai rischi ambientali e politici connessi a questa tecnologia, guardando la situazione mondiale non ci appare né conveniente, né realistica, per quegli stessi motivi economici che ne hanno limitato lo sviluppo ben al disotto delle aspettative concretizzatesi nei più massicci investimenti di capitali pubblici che una tecnologia abbia mai ricevuto. Infatti, secondo l’Agenzia Internazionale per l’Energia, l’energia nucleare nel 2007 contribuiva per un modesto 5,9% ai consumi mondiali di energia primaria, assai meno del 9,8% prodotto dalle energie rinnovabili[1]. Ma, dal momento che l’unica energia utilizzabile prodotta in un centrale nucleare è quella elettrica, il contributo reale alla domanda mondiale di energia primaria è assai più modesto e stimabile in circa il 2%. A dimostrazione di ciò nel 2007 la produzione idroelettrica ammontava a 3.162 TWh contro i 2.719 TWh del nucleare[2]

Consiglio dei ministri impugna il «no»  di Campania, Puglia, Basilicata al nucleare Reattori-in-funzione3

Se guardiamo la figura 1, è facile constatare che circa il 70% dei reattori nucleari oggi in funzione sono stati realizzati fra il 1975 e il 1985, e quindi verranno chiusi entro il 2030. Ciò significa che per mantenere l’attuale potenza nucleare, considerando costi di realizzazione stimati in 7 $/W (5,46 €/W) (stima di Moody’s Investors-2008)[3], sarà necessario sostituire circa 250 GW che saranno chiusi, con un costo di circa 1.365 miliardi di euro. Se a questo aggiungiamo i costi di smantellamento dei vecchi impianti e di gestione delle scorie, che sono addirittura più alti dei costi di costruzione, si comprende perché il nucleare riveste un ruolo marginale nel futuro energetico mondiale.

A questo aggiungiamo le permanenti incertezze su costi ed affidabilità per la gestione finale delle scorie[4] e il fatto che il costo dell’uranio è aumentato di 10 volte fra il 2003 e il 2007.

Bisogna anche notare che nessuna nazione europea, e tanto meno l’Italia, produce o ha riserve di Uranio, per cui non sarà certo lo sviluppo del nucleare che potrà aiutarci ad avere maggior indipendenza energetica. Il costo dell’uranio, poi, è destinato a crescere per il fatto emissioni nucleareche dopo il 2030 saranno esaurite le miniere ad alta concentrazione in giacimenti sabbiosi e quindi facili da trattare (soft ore) e si dovrà ricorrere all’estrazione di uranio da graniti (hard ore) e ad una concentrazione di uranio decine di volte inferiore. Ciò implicherà costi molto più elevati e più alti consumi di combustibili per la sua estrazione. Si prevede che i crescenti consumi delle attività di estrazione porteranno rapidamente le emissioni di CO2 del kWh nucleare a superare quelle relative alle centrali a gas, smentendo anche il presunto ruolo dell’energia nucleare in uno scenario di riduzione delle emissioni (si veda figura 2) [5]. Viene quindi a cadere, nel medio termine, anche l’argomento che il nucleare possa essere una risposta ai cambiamenti climatici.
Consiglio dei ministri impugna il «no»  di Campania, Puglia, Basilicata al nucleare Emissioni-nucleare2

Un altro argomento dei sostenitori del ritorno al nucleare è che ciò garantirebbe una maggiore indipendenza energetica del nostro paese; anche questa ci appare una tesi alquanto singolare. A parte il fatto cvhe in Italia non ci sono miniere di uranio, la filiera nucleare richiede tutta una serie di attività ed impianti costosi e per certi versi più pericolosi del reattore stesso (figura 3). Tutti i paesi che utilizzano in modo significativo questa fonte energetica si sono dotati di una propria filiera che al più esclude solo la fase mineraria fino alla produzione del cosiddetto “yellow cake”. Non sviluppare una filiera nazionale significa far dipendere la produzione di energia elettronucleare in tutto e per tutto dal paese d’appoggio.

Consiglio dei ministri impugna il «no»  di Campania, Puglia, Basilicata al nucleare Filiera-nucleare1
filiera nucleare

Per quanto riguarda l’Italia dove il governo prevede di allacciare le centrali che intende realizzare, alla filiera francese, sarà come offrire alla Francia dei siti sul nostro territorio per realizzare impianti dei quali avrà il pieno controllo.

Inoltre, sempre secondo il già citato rapporto di Moody’s, il costo del kWh nucleare sta aumentando del 7% all’anno, e quindi nel 2020 sarà raddoppiato passando dagli attuali 0,07 € a 0,14 €. Ciò comporta che se per quella data il 25% dell’elettricità verrà prodotta dal nucleare, come nei piani del nostro governo, la bolletta elettrica degli italiani sarà più pesante del 25%; cioè su una bolletta annua di 500 € il cittadino si troverebbe a pagare ben 125 € in più.


Consiglio dei ministri impugna il «no»  di Campania, Puglia, Basilicata al nucleare Costo-kwh-nucleare1
costo kwh nucleare

Come affermare allora che la costruzione di centrali nucleari abbasserà il costo dell’energia in Italia. Di fronte a questi dati appare invece un enorme problema etico; la nostra generazione potrà avere l’opportunità economica di sfruttare questa tecnologia nucleare solo perché ne farà pagare i costi maggiori alla generazione seguente e l’onere di custodire le scorie contenenti plutonio per oltre 100.000 anni a tutte le generazioni che verranno. Questo ci pare immorale ed inaccettabile. Sorge allora spontanea la domanda: cui prodest? Non è difficile trovare la risposta. Gioverà a tutte quelle imprese che andranno incontro all’industria nucleare francese che si trova alla vigilia di uno sforzo economico ciclopico per chiudere le sue centrali più vecchie, pronta quindi a svendere ai “saldi di fine stagione” una tecnologia al tramonto. D’altra parte un (ex) ministro che pensa che le case al Colosseo costino come quelle di Centocelle, può anche avere idee confuse sul costo dell’energia.

L’utopia che vi propongo, e questa volta è una utopia al limite dell’irrealizzabile, è che il nostro premier, invece di promettere propaganda televisiva a reti unificate per inculcare negli italiani che il nucleare è bello, buono, sicuro e poco costoso, dica la verità sul perché vuole trascinare il paese su questa avventura anti-economica e pericolosa.

Alla prossima utopia.



[1] Fonte: IEA: World Energy Outlook, 2009.

[2] Fonte IEA, già citata

[3] Moody’s Corporate Finance, “New Nuclear Generating Capacity”, May 2008

[4] Anche nel paese tecnologicamente più avanzato, gli USA, il problema di un deposito sicuro per le scorie ad alta radioattività non ha ancora trovato soluzione. Secondo Chemistry and Engineering News del 5 maggio 2008, le scorie rimarranno sui piazzali delle centrali per un tempo indeterminato

[5] Fonte: “Energy from Uranium”, Jan Willem Storm van Leeuwen, Oxford Research Group, Energy Bullettin, July 2006. Nella figura la curva “partial debt” non tiene conto della sistemazione definitiva delle scorie, mentre la curva “full debt” ne tiene conto; le differenze sono consistenti in quanto le soluzioni tecniche ipotizzate per questa attività richiedono comunque un considerevole impiego di energia.

https://tifoandria.forumattivo.commagazine.quotidianonet.ilsole24ore.com/ecquo/masullo/2010/05/06/centrali-nucleari-la-realta-oltre-la-propaganda/
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Messaggio  maynard k33NAN il Sab Mag 08, 2010 5:11 pm

Se riuscissimo in maniera molto meno dispendiosa ad evitare le perdite del sistema elettrico (così come d'altra parte avviene anche per il sistema idrico) altro che centrali nucleari. Senza tirare in ballo le energie pulite, i referendum considerati spazzatura e tutto lo schifo del cosiddetto sistema di marca italiano di fare le cose "a cazzo di cane", appare ovvia la manovra politica. Vogliono farsi i soldi. A loro non interessa in nessun modo il problema energetico, vogliono solo riempire le loro tasche di soldi a discapito della sicurezza e della salute dei cittadini. Senza considerare anche gli ingenti danni di immagine che potrebbe declassare il nostro turismo. Non sono stati già abbastanza martoriati i nostri patrimoni ambientali, territoriali, idrici?

Il mio punto di vista è inequivocabile: NO AL NUCLEARE
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Messaggio  blueandria il Mar Mag 11, 2010 4:59 pm

Parte il ricorso contro il nucleare
Puglia alla Corte costituzionale

Battaglia legale sul decreto per la localizzazione delle centrali. Nicastro:«La Puglia dell’energia ha già dato»


BARI — Sul nucleare la Puglia alza nuovamente le barricate proponendo un secondo ricorso alla Corte costituzionale: se nove mesi fa nel mirino era finita la legge 99 del 2009 (articolo 25 «Delega al governo in materia nucleare), la giunta, in seduta straordinaria, ha deciso di dare mandato al legale, Vittorio Triggiani, di impugnare il decreto legislativo 31/2010. Ovvero il provvedimento che, a norma dell’articolo 25, disciplina la localizzazione, realizzazione ed esercizio di impianti per la produzione di energia nucleare sul territorio nazionale.

«È un atto necessario— afferma Lorenzo Nicastro , assessore regionale all’Ambiente — per difendere il nostro territorio dal pericolo del nucleare. La Puglia contribuisce già ampiamente al fabbisogno energetico italiano ed è leader nella produzione da fonti rinnovabili». Le prime frizioni tra lo Stato e la Regione risalgono al passaggio parlamentare (maggio scorso) quando il governatore Nichi Vendola auspicò la «ribellione popolare». Successivamente, in occasione dell’inaugurazione della Fiera del Levante, Vendola si rivolse a Claudio Scajola, ex ministro dello Sviluppo economico, chiedendo al governo «di non partecipare neanche alla fase preliminare di individuazione dei siti per le centrali nucleari dato che il nostro "no" al nucleare non è negoziabile». Poi la decisione di adire alla Consulta: con la Puglia, anche Basilicata, Calabria, Toscana, Emilia Romagna, Marche, Liguria, Umbria, Piemonte e Lazio.

Per chiarire ulteriormente la contrarietà a tale sistema di produzione di corrente elettrica, il Consiglio regionale decise di approvare all’unanimità (43 presenti e altrettanti voti favorevoli) una legge che sostituisce «il sentito i pareri della Regione» con «la preclusione dell’insediamento di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di fabbricazione di combustibile nucleare, di stoccaggio in assenza di intese con lo Stato». Allo stesso tempo sia il premier Silvio Berlusconi che Scajola hanno sempre affermato che «il governo non imporrà centrali a nessuna Regione». Salvo impugnare a febbraio scorso la legge regionale (con quelle di Campania e Basilicata). «Ne eravamo convinti— aggiunge Michele Losappio, consigliere regionale ed ex assessore all’Ambiente— perché la destra, nonostante la presenza del ministro Raffaele Fitto, è per l’umiliazione del Sud».

Nella sede dell’Arpa, venerdì scorso, si è tenuto l’evento finale di presentazione dei risultati sulle verifiche effettuate dai Commissari Ue sulle reti di monitoraggio della radioattività ambientale nella macro-area di Sicilia, Calabria, Basilicata, Puglia e Campania. «La nostra rete — conclude Nicastro— è stata definita efficiente. In un’ottica di collaborazione tra le Regioni, abbiamo promosso la candidatura della Puglia quale centro di coordinamento della macroarea interessata. Anche alla luce dell’imminente istituzione del Centro Regionale Aria presso l’Ospedale "Testa" di Taranto».

Vito Fatiguso
10 maggio 2010

https://tifoandria.forumattivo.comcorrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/cronaca/2010/10-maggio-2010/parte-ricorso-contro-nucleare-puglia-corte-costituzionale--1602990614557.shtml
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Messaggio  maynard k33NAN il Mer Mag 12, 2010 1:21 pm

blueandria ha scritto:Parte il ricorso contro il nucleare
Puglia alla Corte costituzionale

Battaglia legale sul decreto per la localizzazione delle centrali. Nicastro:«La Puglia dell’energia ha già dato»


BARI — Sul nucleare la Puglia alza nuovamente le barricate proponendo un secondo ricorso alla Corte costituzionale: se nove mesi fa nel mirino era finita la legge 99 del 2009 (articolo 25 «Delega al governo in materia nucleare), la giunta, in seduta straordinaria, ha deciso di dare mandato al legale, Vittorio Triggiani, di impugnare il decreto legislativo 31/2010. Ovvero il provvedimento che, a norma dell’articolo 25, disciplina la localizzazione, realizzazione ed esercizio di impianti per la produzione di energia nucleare sul territorio nazionale.

«È un atto necessario— afferma Lorenzo Nicastro , assessore regionale all’Ambiente — per difendere il nostro territorio dal pericolo del nucleare. La Puglia contribuisce già ampiamente al fabbisogno energetico italiano ed è leader nella produzione da fonti rinnovabili». Le prime frizioni tra lo Stato e la Regione risalgono al passaggio parlamentare (maggio scorso) quando il governatore Nichi Vendola auspicò la «ribellione popolare». Successivamente, in occasione dell’inaugurazione della Fiera del Levante, Vendola si rivolse a Claudio Scajola, ex ministro dello Sviluppo economico, chiedendo al governo «di non partecipare neanche alla fase preliminare di individuazione dei siti per le centrali nucleari dato che il nostro "no" al nucleare non è negoziabile». Poi la decisione di adire alla Consulta: con la Puglia, anche Basilicata, Calabria, Toscana, Emilia Romagna, Marche, Liguria, Umbria, Piemonte e Lazio.

Per chiarire ulteriormente la contrarietà a tale sistema di produzione di corrente elettrica, il Consiglio regionale decise di approvare all’unanimità (43 presenti e altrettanti voti favorevoli) una legge che sostituisce «il sentito i pareri della Regione» con «la preclusione dell’insediamento di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di fabbricazione di combustibile nucleare, di stoccaggio in assenza di intese con lo Stato». Allo stesso tempo sia il premier Silvio Berlusconi che Scajola hanno sempre affermato che «il governo non imporrà centrali a nessuna Regione». Salvo impugnare a febbraio scorso la legge regionale (con quelle di Campania e Basilicata). «Ne eravamo convinti— aggiunge Michele Losappio, consigliere regionale ed ex assessore all’Ambiente— perché la destra, nonostante la presenza del ministro Raffaele Fitto, è per l’umiliazione del Sud».

Nella sede dell’Arpa, venerdì scorso, si è tenuto l’evento finale di presentazione dei risultati sulle verifiche effettuate dai Commissari Ue sulle reti di monitoraggio della radioattività ambientale nella macro-area di Sicilia, Calabria, Basilicata, Puglia e Campania. «La nostra rete — conclude Nicastro— è stata definita efficiente. In un’ottica di collaborazione tra le Regioni, abbiamo promosso la candidatura della Puglia quale centro di coordinamento della macroarea interessata. Anche alla luce dell’imminente istituzione del Centro Regionale Aria presso l’Ospedale "Testa" di Taranto».

Vito Fatiguso
10 maggio 2010

https://tifoandria.forumattivo.comcorrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/cronaca/2010/10-maggio-2010/parte-ricorso-contro-nucleare-puglia-corte-costituzionale--1602990614557.shtml

certo che abbiamo dato...produciamo un surplus energetico dell'88%
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